• 20-03-2019

    Pane, amore e filosofia

    Le parole di Giancarlo, che ha festeggiato i suoi 79 anni insieme agli operatori OSA che lo assistono

    Ogni giorno la vivacità della Cooperativa OSA in Italia produce relazioni umane tra persone di età differenti che spesso possono essere considerate dei veri e propri miracoli. Quello che stiamo per raccontarvi è un legame forte nato in poco più di due anni di conoscenza tra gli operatori, che lavorano nel servizio di Assistenza e Integrazione Sociale Anziani (SAISA) a Roma e Giancarlo, una persona che si definisce “senza regole ma che ama la vita”. Giancarlo da molti anni vive in solitudine e il rapporto quotidiano creato con gli operatori Armando, Andrea e Ala è diventato più forte di quelli nati in una famiglia. È a loro che si è rivolto quando ha avuto il desiderio di festeggiare i suoi 79 anni.

    “Una richiesta che è stata subito esaudita”, ci spiega Annamaria Corbelli, coordinatrice OSA per i servizi di assistenza domiciliare del Comune di Roma. Grazie alla disponibilità dei locali della parrocchia di S. Gaspare del Bufalo in via Borgo Velino a Roma, gli operatori SAISA hanno organizzato una grande festa a cui hanno preso parte anche altri assistiti.  Una occasione per rafforzare la stima e l’amore reciproco. Giancarlo ha voluto ringraziare tutti gli operatori della Cooperativa: “Voi mi aiutate. Spesso sono io che vi vengo a trovare in ufficio perché con voi mi piace parlare e confrontarmi. La persona più interessante che ho conosciuto in questi anni e senza dubbio Armando che considero una persona limpida. Ma ho avuto il piacere anche di conoscere Andrea. Io vi sono grato per quello che fate. Il pensiero che ogni giorno deve venire Ala a casa già mi tiene impegnato. E quando Ala viene a trovarmi, dà molto di più di quanto possa dare io a lei”.

    Giancarlo ha subito aperto la sua casa agli operatori domiciliari OSA. Qui si organizzano momenti di svago come la lettura di libri, la visione di un film, ma anche attività di assistenza come il riordino della casa. Altre attività vengono svolte fuori dalle mura domestiche, nei centri ricreativi convenzionati dove, insieme ad altri assistiti e agli operatori, si organizzano appuntamenti finalizzati a superare la solitudine quotidiana. Con Giancarlo è stata instaurata subito una bella relazione di amicizia, forse grazie a quel grande dono di cui lui stesso ci parla: “Nella mia vita ho viaggiato tantissimo, ho conosciuto migliaia di persone. Mi riconosco di avere un grande dono: sono un ottimo ascoltatore. Questa attitudine mi offre la possibilità di capire le persone che parlano con me e farne automaticamente mie le loro esperienze. Io credo che la nostra ricchezza spirituale dipenda sì dai nostri impegni, ma ancora di più dall’accettazione delle esperienze altrui. L’intolleranza è il nemico più inflessibile di noi stessi. Questo che stiamo vivendo è un mondo di intolleranti. Tutti vanno di fretta, tutti hanno qualcosa da fare, ma è sempre una questione di soldi. I soldi servono nella vita, è inutile negarlo, ma non sono sufficienti”. Parlare con Giancarlo arricchisce, la sua cultura, le sue esperienze di vita sono una scoperta.

    “Nella mia vita ho fatto di tutto”, ci racconta. “Sono andato al liceo classico e poi la mia famiglia ha avuto bisogno di me e dell’opera delle mie mani e quindi ho iniziato a lavorare. Solo in un secondo momento ho conosciuto la vita. A 18 anni ho avuto la fortuna di incontrare una donna che ne aveva 63, era la regina dei cosmetici: Helena Rubinstein. Sono stato l’amante di Helena, per questo posso dire che delle donne so tutto”.

    Adesso Giancarlo viaggia ben poco, ma si rifugia nei libri per conoscere sempre di più il mondo: “Il libro è l’unica cosa che dà emozioni senza dire una parola. A me piace molto leggere, in questi giorni sto leggendo un libro che mi ha prestato Andrea: ‘L’arte di conoscere se stessi’ di Arthur Schopenhauer”.

    Giancarlo, con il suo sorriso e la sua continua curiosità, impreziosisce il lavoro degli assistenti impegnati a garantire il sostegno agli anziani soli e alle persone con disabilità che, per motivi di disagio psico-fisico, non sono in grado di far fronte autonomamente ai propri bisogni personali e sociali. La sua condizione fisica lo fa arrabbiare: “il fatto che le mie gambe non mi seguano più mi crea disagio. La mia passione per il teatro l’ho dovuta mettere da parte quando il medico mi ha consigliato di evitare forti emozioni”.

    Ma la conoscenza e lo studio della filosofia non l’ha dimenticati: “Io sono molto legato alla filosofia, per me è il senso della vita. Noi nasciamo per conoscere le cose. Basta riflettere su cosa fa un bambino quando riceve un regalo: la prima cosa che fa è aprirlo per capire cosa ci sia dentro. Quindi la curiosità e la voglia di conoscere sono insite in tutti noi”.

    Giancarlo prosegue i suoi ragionamenti ‘filosofici’, suggerendoci l’altro fondamentale ingrediente che ci aiuta a vivere: l’amore.

    “I bambini hanno bisogno solo dell’amore. Vedo genitori che comprano qualsiasi cosa ai loro figli convinti di farli felici. I bambini dicono grazie, ma quando rimangono soli si pongono la domanda: con chi ci gioco adesso? Il padre va a lavorare, la madre corre sempre, in casa e fino al luogo di lavoro. Il bambino, come tutti noi, chiede soltanto l’amore che è il senso vero della nostra vita”.