• 25 gennaio2017

    Piano nazionale cronicità, si è insediata la Cabina di Regia

    Obiettivo: monitorare l'attuazione e l'implementazione del PNC che nasce per migliorare la tutela degli assistiti

    Formata la cabina di regia per il Piano nazionale della cronicità

    Si è insediata lo scorso 24 gennaio 2018 la cabina di regia del Piano nazionale sulla cronicità, il cui compito è quello di coordinare a livello centrale l’implementazione del Piano e monitorarne l’applicazione e l’efficacia. A presiederla il direttore generale della Programmazione del ministero della Salute Andrea Urbani.
     

    “Il Piano nazionale della Cronicità (PNC) - si legge sul sito del Ministero della Salute nasce dall’esigenza di armonizzare a livello nazionale le attività in questo campo, proponendo un documento, condiviso con le Regioni, che, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche, umane e strutturali, individui un disegno strategico comune inteso a promuovere interventi basati sulla unitarietà di approccio, centrato sulla persona ed orientato su una migliore organizzazione dei servizi e una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell’assistenza.
     

    Il fine - si legge ancora sul documento - è quello di contribuire al miglioramento della tutela per le persone affette da malattie croniche, riducendone il peso sull’individuo, sulla sua famiglia e sul contesto sociale, migliorando la qualità di vita, rendendo più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza e assicurando maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini.
     

    Il mondo della cronicità è un’area in progressiva crescita che comporta un notevole impegno di risorse, richiedendo continuità di assistenza per periodi di lunga durata e una forte integrazione dei servizi sanitari con quelli sociali e necessitando di servizi residenziali e territoriali finora non sufficientemente disegnati e sviluppati nel nostro Paese.
     

    Fanno parte della Cabina di regia, oltre al ministero della Salute e alle Regioni, anche altri attori istituzionali (Agenas, Iss, Istat ecc) e non (Società scientifiche, Associazioni di tutela dei malati e così via), i rappresentanti della FnomCeo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) e della Federazione degli infermieri.
     

    Il prossimo passo della Cabina di regia è ora quello di elaborare il cronoprogramma e provvedere al monitoraggio di “secondo livello”, cioè nazionale, dell’attuazione del Piano. A livello locale ogni Regione è chiamata a sua volta a mettere in piedi dei sistemi di verifica.
     

    Secondo il direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero, Andrea Urbani, il Piano nazionale cronicità è un vero e proprio banco di prova: “Già ora - afferma - stiamo lavorando a stretto contatto con le Regioni, dalla Lombardia al Veneto e dall’Emilia Romagna alla Toscana, che hanno messo in campo azioni di attuazione anche parziale del Piano. Crediamo molto nell’utilità dello scambio di best practice e di modelli che si dimostrino efficaci. Anche perché è ora che tutte le Regioni entrino nel vivo. L’obiettivo, a regime, è in parte sovrapponibile a quello che ci stiamo proponendo a livello nazionale: identificazione della popolazione per gradi di complessità della patologia con stratificazione del rischio, attraverso un’analisi per patologia in modo ottimizzare la presa in carico”.

     

    (Fonte: www.quotidianosanita.it)