• 30 marzo 2015

    Primavera, per 2 milioni di italiani arriva la 'sindrome del letargo'

    Il malessere, che colpisce 6 volte di più le donne, si combatte anche a tavola

    Primavera: temperature in aumento, pollini e ora legale spalancano le porte alla “sindrome del letargo”

    Con l'arrivo della primavera per 2 milioni di italiani cominciano i guai. Temperature in aumento, pollini e ora legale spalancano le porte alla “sindrome del letargo” che colpisce 6 volte più le donne degli uomini. Stanchezza, nervosismo, mal di testa e difficoltà di concentrazione sono solo alcuni dei disturbi lamentati in questo periodo dell'anno che però si possono combattere con la corretta alimentazione.

    Bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno, non saltare mai la prima colazione, prediligere alimenti ricchi di ferro, potassio e vitamina B, abbondare in frutta e verdura e “schiacciare un pisolino” nelle ore più calde. Questi sono i consigli del presidente della Società italiana di scienza dell'alimentazione, Pietro Migliaccio: "È fondamentale distribuire correttamente i pasti nell'arco della giornata - sottolinea -. Tre pasti e due spuntini, una a metà mattinata e uno al pomeriggio. In questo modo non solo incameriamo calorie per fornire energia al nostro organismo, ma manteniamo costanti i livelli di glicemia evitando l'abbassamento degli zuccheri che causa affaticamento, irritabilità e difficoltà di concentrazione".

    Il nutrizionista consiglia carne bianca, come il pollo che fornisce proteine di alto valore biologico fondamentali per la sintesi dei neurotrasmettitori implicati nelle reazioni di adattamento allo stress stagionale. Questa carne, inoltre, apporta ferro per la sintesi dell'emoglobina ed è fonte di micronutrienti come potassio, calcio e vitamine del gruppo B, elementi necessari al corretto equilibrio delle attività del sistema nervoso. "Il pollo - spiega - rappresenta un'arma efficace contro i sintomi allergici come riniti, asma ed eritemi che spesso aggravano la stanchezza primaverile. Infatti, è un alimento che non contiene né istamina né sostanze allergizzanti".

    Al mattino latte o yogurt, biscotti, cereali o pane e marmellata per ottenere dagli zuccheri sia l'energia immediata che quella a lento rilascio degli amidi. Per i break fra i pasti l'esperto suggerisce di fare il pieno di frutta fresca e spremute, ricche di vitamine e sali minerali, o anche di ricaricarsi con una piccola barretta di cioccolato. "È bene consumare anche tè o caffè, in quantità moderate - aggiunge Migliaccio - perché la teina e la caffeina che contengono esercitano un'azione stimolante sul sistema nervoso. Mentre gli integratori multivitaminici spesso assunti per combattere la stanchezza devono sempre essere prescritti dal medico. Via libera anche al riposino pomeridiano, soprattutto nelle ore calde, purché ci si rilassi in una stanza fresca e ventilata".