• 1 luglio 2016

    Primo quadrimestre 2016, le cooperative tornano a investire

    La ripresa frenata dalla domanda interna debole, dalla concorrenza sleale e dai mancati pagamenti della PA

    Fatturato stabile e nuovi investimenti: la foto dell'ottava indagine dell'Ufficio Studi Agci, dell'Area Studi Confcooperative e del Centro Studi Legacoop

    Per 3 cooperative su 4 il fatturato è stabile o in crescita, per 9 coop su 10 la posizione competitiva non è peggiorata, ma a frenare la strada della ripresa incide, come nei precedenti quadrimestri, una domanda interna ancora troppo fiacca. Sul fronte degli investimenti si segnala, invece, un notevole dinamismo. Tutte le cooperative (e in misura più evidente quelle più strutturate) contano di incrementare significativamente gli investimenti. “Si tratta di una vera e propria inversione di tendenza - si legge nello studio - che mostra come le cooperative vogliano recuperare la propria capacità competitiva per essere pronte quando la ripresa avrà innestato le marce ridotte”. È il quadro di sintesi che emerge dall’ottava indagine congiunturale quadrimestrale (primi quattro mesi del 2016) prodotta dal lavoro congiunto dell’Ufficio Studi Agci, dell’Area Studi Confcooperative e del Centro Studi Legacoop. Ecco una sintesi, punto per punto, dell'indagine.

     

     

    FATTURATO. Una cooperativa su quattro ha segnalato una contrazione dei ricavi, a fronte di un 23,2% che ha dichiarato, invece, un aumento. Sostanziale stazionarietà invece per il restante 51% .

     

    RITARDI PA. Il 14% ha registrato una riduzione rispetto ai tempi medi di incasso rispetto al quadrimestre precedente. Il 7,4% delle cooperative ha segnalato, invece, un aumento dei tempi, mentre il 78,8% non ha registrato variazioni.

     

    COMPETITIVITÀ. Sebbene per la maggioranza assoluta delle cooperative la percezione del posizionamento competitivo nel mercato di riferimento sia, di fatto, stabile rispetto al quadrimestre precedente, prevalgono, seppure di stretta misura, i giudizi positivi rispetto a quelli negativi. Si attesta, su livelli maggiori, infatti, la quota di chi ha definito migliorata la posizione concorrenziale della cooperava, il 10,3%, rispetto a chi, invece, l’ha giudicata, il 9,2%. Nel complesso, l’80,5% non ha segnalato variazioni.

     

    OCCUPAZIONE. Nel complesso, sebbene il 68,1% dei cooperatori sia riuscito a mantenere stabili i livelli occupazionali nei primi quattro mesi dell’anno, è più alta la quota di cooperative, pari al 18,1%, che ha espresso indicazioni di aumento degli occupati rispetto a quelle che prevedono una contrazione, pari al 13,7%.

     

    OSTACOLI ALLA CRESCITA. Per il 54% dei cooperatori il principale ostacolo resta la debole domanda interna. A seguire si segnala la concorrenza sleale, le offerte al massimo ribasso e la cooperazione spuria (13,2%), l’eccesso di burocrazia unita alle tasse e alla corruzione (7,8%), la scarsa liquidità e il ritardo dei pagamenti, amplificati dalle difficoltà di accesso al credito (7,8%).

     

    FLESSIBILITÀ IN USCITA. Per il 49,5% degli operatori, la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro genererebbe una spinta alla crescita dell’occupazione. Per il 13,3% favorirebbe un aumento della produttività. Il 37,2% ritiene, invece, che i meccanismi di flessibilità in uscita recherebbero pochi vantaggi a fronte di maggiori oneri.

     

     

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