• 25 settembre 2018

    Racconti a colori, uno spazio libero per esprimere le emozioni

    Le educatrici della RSA Bellagio spiegano gli obiettivi del progetto e i risultati ottenuti durante l'incontro

    Una delle assistite della RSA Bellagio gestita da OSA mentre racconta le sue emozioni attraverso colori e forme

    Un gruppo di 25 ospiti della RSA Bellagio gestita da OSA in Lombardia ha aderito al progetto ‘Racconti a colori’, ideato dalle educatrici della Cooperativa Carmelina e Giada in collaborazione con le signore Micheline e Letizia, due volontarie che hanno iniziato a frequentare la struttura dallo scorso dicembre.
     

    Il primo incontro è avvenuto mercoledì 19 settembre ed è iniziato con la lettura di alcuni capitoli del libro Cuore.
     

    “Abbiamo scelto il romanzo di Edmondo De Amicis - ci spiega Carmelina - perché è conosciuto molto da tutti gli ospiti, avendo riscosso un grande successo dalla sua prima pubblicazione, nel 1886.
     

    La lettura di alcuni capitoli ha permesso agli ospiti di fare un passo indietro nel tempo e rivivere i ricordi legati alla scuola. Ne è nato anche un breve dibattito in cui ognuno ha raccontato la propria esperienza scolastica parlando dei libri utilizzati, dell’abbigliamento e degli accessori che si indossavano, dei maestri e delle avventure condivise con i compagni di banco”.
     

    Ogni racconto è stato accompagnato da un breve stacco musicale con la fisarmonica abbinato sempre al contesto.
     

    “Abbiamo chiamato questa attività ‘Racconti a colori’ - prosegue Giada - perché oltre alla lettura e al dibattito, abbiamo pensato fosse importante dare la possibilità ai partecipanti di esprimere le proprie emozioni anche attraverso i colori. Ogni ospite ha potuto scegliere tra pastelli, colori a cera, tempere e pennelli per rappresentare, con un disegno, il proprio stato d’animo.C’è chi ispirato al titolo del romanzo ha disegnato cuori, chi la casa o un paesaggio; chi un paesino visitato da giovane”.
     

    Verde, giallo, rosso, azzurro e nero sono stati i colori più utilizzati. Ogni disegno ha un suo significato e per Guada e Carmelina è importante riuscire a conoscere meglio l’assistito attraverso queste attività.
     

    “Abbiamo notato - sottolineano le due educatrici OSA - che alcuni hanno concentrato il disegno al centro del foglio usando un solo colore. Questo significa che l’ospite inconsciamente non riesce ad abbandonare il problema che lo turba. 
     

    Altri invece si sono sentiti a proprio agio e si sono lasciati andare. Non hanno avuto paura a mettere da parte i propri pensieri e si sono sentiti liberi di allargare le proprie emozioni su tutto il foglio utilizzando tutti i colori proposti”.
     

    L’entusiasmo dimostrato dagli ospiti dimostra quanto sia importante creare momenti in cui siano liberi di raccontare un po’ se stessi all’interno di uno spazio creativo e confortevole.
     

    “Questo progetto - concludono Carmelina e Giada - si propone di raggiungere diversi obiettivi educativi come mantenere le abilità residue, favorire la comunicazione dei propri pensieri e stati emotivi attraverso una forma alternativa come il disegno e la pittura; stimolare la socializzazione attraverso attività comuni e creare momenti divertenti che stimolino la creazione di legami dove condividere ricordi e pensieri in piena libertà. Siamo entusiaste delle reazioni positive manifestate dai partecipanti già durante il primo incontro e siamo sicure che questo spazio aiuterà i nostri ospiti ad aprirsi sempre di più”.