• 6 maggio 2019

    Scuola-lavoro, l'esperienza delle studentesse del 'Manzoni' con OSA

    Le ragazze del liceo di Latina hanno partecipato alla vita dei tre Centri Diurni gestiti dalla Cooperativa

    Uno degli incontri tra gli utenti dei Centri Diurni OSA a Latina e le studentesse del liceo Manzoni

    Una bellissima esperienza di integrazione, socializzazione, condivisione e scoperta. Si potrebbero raccontare così i quattro incontri, uno ogni mercoledì tra marzo e aprile, che hanno visto come protagonisti gli utenti dei Centri Diurni “Le Tamerici”, “Salvatore Minenna” e “Casal delle Palme”, gestiti da OSA a Latina, e le studentesse delle classi terze e quinte del liceo delle scienze umane “Alessandro Manzoni”, istituto del capoluogo pontino con cui la Cooperativa ha sottoscritto un progetto per l'alternanza scuola-lavoro. “Per quattro mercoledì di fila – racconta Ilaria Tagliavia, coordinatrice del Centro Salvatore Minenna – le studentesse hanno partecipato alla vita dei centri e preso parte alle principali attività di laboratorio calendarizzate in quelle giornate, oltre a fare festa, cantando e ballando, insieme ai nostri ospiti. È stato bello vedere soprattutto come i nostri ragazzi aspettassero l'arrivo del mercoledì per incontrarle”.

     

    Accoglienza è la parola che Ilaria utilizza per descrivere la bella quotidianità che, piano piano, si è instaurata tra gli utenti del “Salvatore Minenna” e le studentesse del liceo Manzoni. “I nostri ragazzi hanno accolto e predisposto il centro per il loro arrivo – sottolinea – proprio come si fa quando arriva un familiare a farti visita. Hanno accolto le studentesse nelle loro stanze, hanno spiegato quali fossero le attività del centro. È saltato agli occhi come i nostri ragazzi non avessero nessun timore di questa esperienza, era come se accogliessero qualcuno di casa”.

     

    Anche le studentesse, incontro dopo incontro, si sono ambientate, partecipando con interesse e curiosità ai laboratori o festeggiando tra canti, balli e risate insieme ai ragazzi e agli operatori OSA. “Inizialmente alcune di loro erano un po' timide – conclude Ilaria - ma già dal secondo incontro hanno cercato il contatto e la comunicazione con i nostri ospiti. Piano piano è stata abbattuta ogni forma di barriera o pregiudizio e insieme hanno vissuto una bellissima esperienza”.