• 20 maggio 2019

    Superare la contenzione nell'ADI, le buone pratiche di OSA

    La Direzione Sanitaria ha presentato uno studio con l'obiettivo di implementare procedure per eliminare il fenomeno

    Superare la contenzione nell'ADI, le buone pratiche di OSA

    Superare anche nell'assistenza domiciliare la contenzione, vale a dire quell'insieme di pratiche fisiche, farmacologiche o ambientali che ancora spesso vengono utilizzate per evitare le cadute o limitare l'aggressività di pazienti con demenza senile e disorientamento cognitivo. Con questo obiettivo la Cooperativa OSA ha presentato i risultati di un'indagine condotta, in via sperimentale, nel territorio della Roma 5, su un campione di assistiti e familiari che quotidianamente ricevono le cure dagli operatori della Cooperativa. L'occasione è stata il convegno organizzato lo scorso 10 novembre a Roma dal Gruppo di Interesse Specialistico in Fisioterapia Geriatrica e dall'Associazione Italiana Fisioterapisti Italiani del Lazio, nel corso del quale la dott.ssa Maria Assunta Antonica Campa, fisioterapista coordinatrice che lavora nella Direzione Sanitaria della Cooperativa, ha illustrato i dati emersi dallo studio e le procedure che OSA ha adottato al fine di fornire alternative terapeutiche per evitare il fenomeno.


     

    UN TEMA MOLTO SENTITO. Quello della contenzione è un tema molto dibattuto e sentito in ambito sanitario, specialmente nelle Residenze Socio Assistenziali. Interessa i pazienti e inevitabilmente coinvolge i familiari, soprattutto nelle cure domiciliari. L'attenzione a questo fenomeno è massima. Lo dimostrano le recenti modifiche attuate al Codice Deontologico dall'Ordine degli Infermieri, che ha definito la contenzione come “atto non terapeutico”, e la delibera dell'ATS Brianza che ha stabilito una serie di interventi di formazione e controllo all'interno delle RSA per eliminare tale pratica. Lo stesso sta facendo l'A.I.FI. per i fisioterapisti. L'Associazione ha infatti proposto la modifica dell’articolo 28 del Codice Deontologico e preso una chiara posizione in merito, affermando come la contenzione riduca le capacità funzionali del paziente senza diminuire il rischio caduta o le alterazioni comportamentali.


     

    L'INDAGINE. Per la prima volta, il dibattito viene esteso all'ambito domiciliare grazie all'indagine condotta dalla Cooperativa OSA, raccontata anche in un articolo a firma della dott.ssa Antonica Campa pubblicato dalla rivista quadrimestrale A.I.F.I. Veneto. “L'esigenza di valutare il problema dell'uso della contenzione a domicilio è emerso perché il paziente domiciliare è gestito, oltre che dai professionisti sanitaria, anche e soprattutto dai caregivers che diventano parte integrante dell'équipe”, spiega.


     

    I QUESTIONARI. La Direzione Sanitaria di OSA ha dunque somministrato a campione circa una cinquantina di questionari anonimi, con l'obiettivo di misurare la diffusione del fenomeno della contenzione a domicilio. Dai dati è emerso che i caregivers, soprattutto per prevenire il rischio di caduta o il cosiddetto wandering (il vagabondaggio afinalistico del paziente), utilizzano pratiche di contenzione senza conoscerne realmente gli effetti lesivi. “Molte volte non si cercano alternative alla contenzione oppure il caregiver pensa di proteggere il paziente pensando che tale pratica sia più sicura e non è così. Si ricorre all'uso di spondine, all'eliminazione delle maniglie o ad altri presidi realizzati artigianalmente senza criteri di qualità e sicurezza oppure acquistati online e utilizzati senza conoscerne il funzionamento”, aggiunge la dott.ssa Antonica Campa. I questionari si basano su un campione di pazienti con un'età media di 79 anni che, nel 72% dei casi, soffrono di demenza. Il 40% è stato compilato da caregivers e familiari. Il dato statistico più rilevante è che nel 58% dei casi è stata utilizzata la contenzione, la tipologia farmacologica è quella più impiegata. “Dai questionari sono emersi dati interessanti come pure dallo studio dei casi, come quello di un signore che appariva spesso agitato e non consentiva al nostro operatore di aiutarlo nella vestizione; indagando sul suo passato, abbiamo scoperto che aveva l'abitudine di acquistare il giornale tutte le mattine. È bastato reintrodurre tale pratica perché la situazione si normalizzasse. La conoscenza della persona, dell'assistito, è fondamentale per comprenderne appieno i bisogni, perché spesso il bisogno non espresso va prevenuto, perché se non compreso crea agitazione”, nota ancora la dott.ssa Antonica Campa.


     

    LA FORMAZIONE. Quanto emerso dai questionari ha imposto, in un'ottica di gestione del rischio clinico, cambiamenti indispensabili nell'attività di assistenza. OSA ha quindi implementato una serie di strategie attraverso procedure necessarie a evitare la contenzione. Prima di tutto formando gli operatori e successivamente i caregivers. Si è provveduto, ad esempio, all’aggiornamento della procedura di rilevazione e gestione del rischio caduta e spiegando al caregiver come, secondo le evidenze scientifiche, la contenzione aumenti il rischio piuttosto che ridurlo. Sono state fornite alternative quali la regolazione dell’altezza del letto, l’utilizzo di carrozzine idonee, le strategie per i trasferimenti sicuri. Agli assistiti sono stati inoltre consegnati alcuni opuscoli informativi.


     

    I CASI E I RISULTATI. Durante l'illustrazione dello studio, la dott.ssa Antonica Campa ha presentato alcuni esempi chiarificatori, che hanno dimostrato come l'implementazione di pratiche di formazione del caregiver abbiano dati risultati determinanti per la prevenzione dei rischi della contenzione e l'impiego di alternative possibili. “La Direzione Sanitaria e l’Unità di Gestione del Rischio clinico hanno implementato tali procedure nel territorio della centrale operativa della ASL Roma 5, grazie anche alla collaborazione del personale della centrale stessa – afferma - abbiamo programmato di estendere il progetto anche nel territorio della ASL Roma 1 e via via a tutti gli assistiti, anche attraverso la formazione del personale e dei caregivers”.