• 30-04-2019

    Una piccola grande maestra di vita

    Agnese ha sei anni e tante cose da insegnare a tutti, l’esperienza dell’Assistenza Domiciliare OSA a Foggia è sempre ricca di sorprese

    Le ciglia lunghe e nere che impreziosiscono degli occhi meravigliosi sono l’unico strumento di comunicazione che Agnese (nome di fantasia) ha per interagire con il mondo che la circonda. La piccola oggi ha sei anni. Secondo i medici che assistettero al parto della mamma, quel batuffolo di bambina non avrebbe vissuto nemmeno un anno. Invece a volte la vita è strana e grazie all’affetto dei suoi cari e all’assistenza costante di tanti professionisti, oggi la bambina ha spento la sesta candelina. Una grave sofferenza fetale al momento del parto danneggiò irreparabilmente le cellule cerebrali della piccola Agnese. È cieca, sorda e non si muove. La sua vita dipende in ogni sua esigenza quotidiana dalle persone che l’assistono. Maria Ruggiero è l’infermiera della Cooperativa OSA, impegnata nell’Assistenza Domiciliare Integrata di Foggia, che si affianca alla famiglia ogni giorno. “Sono quattro anni che mi reco a Lesina (provincia di Foggia) per aiutare Agnese”, ci racconta l’operatrice. “La piccola non ha il respiratore poiché la mamma si è sempre rifiutata di farle praticare la tracheotomia. Grazie all’assistenza costante riescono a stabilizzarla con l’ossigeno, l’aspirazione e a farla alimentare attraverso la PEG (sondino per l’alimentazione artificiale). Spesso ci commuove quando l’accarezziamo perché risponde agli stimoli col sorriso, aprendo e chiudendo gli occhi”. Quella di Agnese è una famiglia con una enorme forza di volontà. La mamma e il papà lavorano, la sorella più grande frequenta la seconda media. Intorno ad Agnese ci sono ogni giorno infermieri, fisioterapisti e assistenti, che riescono a gestire la sua vita. Di notte però sono i genitori che provvedono al necessario.  “Operare nell’assistenza domiciliare è un lavoro molto impegnativo”, sottolinea Maria Ruggiero. “Ti rechi tutti i giorni a casa delle persone, diventi quasi una di famiglia e non devi mai dimenticare che quello è il tuo lavoro. Devi avere la capacità di fermarti quando è necessario, oppure andare oltre quando le condizioni te lo permettono”. Agnese è circondata da tanto affetto. Quello che fa più paura per lei sono i raffreddori e la febbre, una forte crisi respiratoria può essere fatale. È come un fuscello debole che ha necessità di essere riparato. “Devo dire che stare ogni giorno accanto a questa bambina”, dice Maria “mi ha fatto capire molte cose. Mi sono resa conto di quanto io sia fortunata a non dover affrontare in prima persona questi problemi. Grazie ad Agnese ho apprezzato di più la mia vita e quello che mi circonda”.