• 3 gennaio 2020

    50MILA VOLTI Magazine, Massimiliano Sechi si racconta

    Sul numero 4 l'intervista al 32enne di Sassari che ha trasformato la sua disabilità in un'opportunità

    Massimiliano Sechi durante l'incontro organizzato da CASA OSA nel novembre scorso

    Il numero 4 di “50MILA VOLTI”, il Magazine della Cooperativa OSA, ha dedicato una lunga e significativa intervista a Massimiliano Sechi, il ragazzo di 32 anni nato senza braccia e senza gambe che ha trasformato la disabilità in un’opportunità, per sé stesso e per gli altri. Originario di Sassari e cittadino del mondo, è Life & Business Coach, NLP Master Practitioner, Campione del Mondo negli eSports e di MindMapping, Speaker Internazionale e Consulente di top Manager. 

     

     

    Massimiliano, parlami del tuo metodo “Noexcuses”.

    Il metodo “Noexcuses” nasce nel 2015 e si fonda sui 4 pilastri che hanno ispirato, innanzitutto, la mia seconda vita: avere ben chiaro e capire dove si vuole andare, a prescindere da dove si parte; essere autentici con sé stessi e con gli altri; non avere scuse; essere consapevoli che c’è sempre un buon motivo per essere felici.

     

     

    Cosa è per te la normalità?

    Per me la normalità è la diversità. Perché è nella diversità che siamo tutti uguali. Oggi perdiamo parte del nostro tempo a rincorrere modelli irraggiungibili che ci propinano attraverso la TV, i social, la pubblicità. Ma l’unica cosa che può garantire il successo è la nostra unicità.

     

     

    Come sei riuscito a trasformare la tua disabilità in un’opportunità?

    Sono partito osservando la mia esperienza passata, le difficoltà, il dolore che ho vissuto in prima persona e da cui ho tratto un grande insegnamento. Io faccio sempre l’esempio del mio corpo. La mia vita è cambiata quando ho smesso di guardare quello che mi mancava e ho iniziato a guardare avanti. Solo dopo aver accettato la mia disabilità, ho capito che il mio corpo sarebbe potuto essere strumento per aiutare anche gli altri. Ho imparato ad essere autentico, sincero, unico, a smettere di cercare di essere normale, uguale agli altri.

     

     

    Come vivi il fatto che anche tu possa diventare un modello per gli altri?

    È vero. Anche io posso essere un modello per le persone. A chi partecipa ai miei corsi e mi dice ‘Voglio la tua forza’ rispondo che ‘La mia forza è funzionale alla mia vita e ognuno deve tirare fuori la forza necessaria al raggiungimento dei propri obiettivi’.

     

     

    Il tuo motto è ‘La tua felicità dipende da te’. È questo quello che le persone imparano frequentando il tuo corso motivazionale?

    Non lo chiamerei corso motivazionale. Perché parto dal presupposto che ognuno deve trovare la motivazione dentro di sé. Nei miei corsi i partecipanti apprendono gli strumenti per auto-motivarsi ogni giorno. Senza gli strumenti giusti, il rischio è che una volta fuori dall’aula, ci si senta soli, fragili, impotenti ad affrontare la quotidianità.

     

     

    Qual è la difficoltà più grande che hai incontrato nella tua giovane vita?

    Ce ne sono state tante in età diverse. Quando ero piccolo perché non potevo giocare con gli altri bambini. Da adolescente perché potevo uscire solo se qualcuno veniva a prendermi e spingeva la mia carrozzina. Quando sono diventato più grande mi sono scontrato con le barriere architettoniche, con la difficoltà di trovare lavoro o di potermi comprare una macchina adatta alle mie esigenze.

     

     

    Quali i traguardi raggiunti e i sogni nel cassetto…

    Quando ho ottenuto la prima carrozzina a motore che mi ha reso finalmente indipendente, quando ho comprato la macchina e la casa dei miei sogni, una bella villa in campagna, dove vivo con la mia compagna e socia Valentina. Io parlo poco di sogni… I miei sogni diventano obiettivi. E il mio obiettivo è la crescita continua.

     

     

    La passione per i videogiochi ti ha regalato quella che tu chiami ‘la mia seconda vita’. Raccontaci…

    I videogiochi sono la mia passione da quando sono piccolo: ho avuto il primo computer a 4 anni e crescendo ho iniziato a praticare gli e-sport. Mi sono buttato in questo mondo quando da adolescente mi sentivo solo perché non potevo uscire di casa. Ho raggiunto grandi risultati battendo diversi record mondiali. Sull’onda del successo ho aperto un canale YouTube in cui pubblicavo le partite mostrando la mia disabilità e mi sono accorto che potevo parlare con tante persone e conoscere tante storie. La svolta è arrivata quando due ragazzi attraverso un video mi hanno ringraziato perché grazie al mio esempio anche loro avevano trovato il coraggio di rivelare la loro disabilità all’interno della loro community. Da quel momento non mi sono più fermato, ho studiato Coaching, PNL, ho iniziato a girare il mondo e a fare formazione.

     

     

    Chi è il tuo mentore?

    Il vero segreto del successo è riuscire a ispirarci a noi stessi, essere il nostro eroe. Ho avuto diversi mentori rispetto alle discipline che ho studiato… ma in realtà io traggo insegnamento da Valentina, dai miei collaboratori, dai miei studenti, dalle esperienze che vivo ogni giorno. Ognuno può insegnarci qualcosa di grande…

     

     

    Qual è il messaggio che vuoi lasciare ai lettori del magazine 50MILA VOLTI?

    Dobbiamo guardare di più le persone che abbiamo al nostro fianco, quelle che ci sono vicine. Troppo spesso cerchiamo lontano da noi. La vita ci dà gli strumenti per imparare proprio attraverso le persone che scegliamo e che ci scelgono. E ricordiamoci che indipendentemente da dove siamo partiti, dobbiamo capire dove vogliamo andare, dobbiamo essere noi stessi, non avere scuse e avere sempre un buon motivo per essere felici.

     

     

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