• 11 aprile 2020

    'La mia gratitudine per aver speso il vostro cuore'

    In occasione della Pasqua, il presidente Giuseppe Milanese ha scritto una lettera destinata a tutti i soci

    In un momento della Storia mondiale così drammatico, i soci OSA "non si sono tirati indietro, da Nord a Sud, intraprendendo attività senza precedenti”. È quanto scrive il presidente di OSA, Giuseppe Milanese, in una lettera di auguri per la Pasqua indirizzata alle donne e agli uomini della Cooperativa, di cui riportiamo, di seguito, integralmente il testo.

     

     

    Care socie, cari soci,

    si sono consumate vicende inaspettate in questi ultimi mesi, e ancora ne stanno accadendo e ne accadranno.

    Sono fatti di portata epocale, che sfuggono al nostro controllo, che investono il significato stesso dell'umanità e che segneranno per sempre il destino di ciascuno.

     

    Noi abbiamo attraversato il fiume di questi fatti come un corpo solo, da nord a sud, dal fronte delle zone piagate dalla pandemia a quello delle residenze e dei reparti in ospedale, dalla trincea delle case dei nostri assistiti a quella della premura verso le comunità più a disagio.

     

    E già la coesione di oltre 4mila lavoratori, che non si sono lasciati travolgere dalla comprensibile angoscia, è un risultato eccezionale.

     

    Tante storie quotidiane che non è possibile racchiudere in una lettera, ma che raccoglieremo per non dimenticarle e raccontarle fra di noi. Come usiamo fare nelle nostre assemblee, come si usa fare in una famiglia raccolta intorno ad un focolare. 

     

    Ed il fuoco lo avete acceso voi.

     

    In tutto il Paese, da Palermo a Bergamo, nessuno si è tirato indietro e nonostante le avversità, ed in virtù del vostro vigore, abbiamo intrapreso iniziative che non avevano precedenti, e che perciò hanno avuto enorme rilevanza, anche mediatica.

     

    Siamo stati i primi in Italia ad aprire un Covid Hotel, ovvero a gestire una struttura alberghiera per la quarantena assistita e in sicurezza di pazienti non ancora negativizzati al virus, fornendo un modello pilota alle successive esperienze. Siamo diventati interlocutori privilegiati della Regione Lazio per offrire un aiuto immediato, efficace e concreto nella lotta al Coronavirus; così, ancora una volta per primi, abbiamo messo a disposizione i nostri camper attrezzati, necessari a somministrare i tamponi direttamente a domicilio nelle zone rosse del Lazio, insieme ai medici di medicina generale, per costruire quei percorsi ospedale-territorio che da anni invochiamo. Siamo intervenuti a Rieti, per assumere la responsabilità completa della gestione di una casa di riposo restata senza personale e messa in isolamento dalla ASL di riferimento. Abbiamo portato il cibo a casa alle persone sole a Frosinone.

     

    Insomma, azioni e gesti di grande valore pratico, al servizio della gente. Come trent’anni fa, a casa delle persone con AIDS. Perché quando le acque si gonfiano e la tempesta imperversa è la storia che fa la differenza, e questa storia ha un’origine precisa, nella periferia di Roma, di fronte alla chiesetta di Tor Vergata.

     

    Ora io voglio destinarvi la mia gratitudine per aver speso anche - insieme alla professionalità e all'impegno – il vostro cuore.

     

    Io sono orgoglioso di voi, e soprattutto grato. E su questa gratitudine dobbiamo edificare il futuro prossimo, che ha nella natura cooperativa il suo significato. L’unità che si è generata, anche con le altre cooperative, avrà un senso se riusciremo a costruire un Sistema di assistenza primaria, con regole certe e ruoli precisi. Dove la cooperazione, insieme al medico di famiglia e alla farmacia dei servizi, diventa presidio insostituibile ed efficace nel rispondere ai bisogni delle persone. Questo deve essere il futuro.

     

    Che la festa della Pasqua che stiamo per vivere diventi per noi tutti un’esperienza reale, e che quel passaggio, sulle orme di Gesù, dalla morte di nuovo alla vita, possa essere la speranza con cui affrontare le prossime giornate. E in questa speranza auguro a tutti voi e alle vostre famiglie tanta serenità.

     

    Giuseppe Milanese