• 13 marzo 2020

    Perché la paura non può indurci a cancellare la bellezza

    La lettera del presidente Giuseppe Milanese sui social di OSA: La vita continua nelle attività della Cooperativa

    Gli ospiti e gli operatori della Residenza Mesagne mostrano lo striscione con arcobaleno realizzato insieme

    Raccontare giornate che trascorrono nel lavoro, più di prima, significa dimostrare - dati alla mano - che la vita continua nelle attività della Cooperativa OSA, tanto nei servizi di assistenza domiciliare, quanto negli ospedali e nelle residenze. E anche nelle sedi dedicate al coordinamento, dove le riunioni in mascherina lasciano scoperti occhi che hanno voglia di superare questo strano periodo.

    Per OSA il primo scrupolo è stato, in questi 35 anni di storia, la premura nei confronti dei propri assistiti, certamente insieme alla tutela dei soci lavoratori.

     

    L’emergenza imposta dal Coronavirus ha letteralmente cambiato le abitudini degli abitanti del pianeta. L’urto che ne è derivato ha colpito anche il settore dell’assistenza sociosanitaria e quindi ovviamente la nostra Cooperativa. Noi abbiamo risposto per tempo e con le misure adeguate e lo abbiamo raccontato con l’orgoglio di chi ha donne e uomini che, pure in questi giorni difficili, hanno messo in gioco tutto quello che avevano, partendo dal grande cuore che pulsa dentro ciascuno.

     

    Non si è cooperatori per caso…

     

    Così come con orgoglio rivendichiamo la professionalità, la passione e lo spirito solidale dei nostri assistenti, e con la stessa fierezza ci piace raccontare la reazione esemplare dei nostri assistiti.

     

    I post pubblicati in queste ultime settimane sono stati un po’ il resoconto di questa dimensione, sospesa tra l’angoscia per la pandemia e la normalità. Se anziane volenterose da Bellagio si impegnano a disegnare e colorare lo slogan di incoraggiamento del momento (“Andrà tutto bene”), se a Mesagne viene festeggiato il compleanno del caro Maurizio, significa che vince la voglia di superare questo momento.

     

    Nelle assistenze domiciliari non abbiamo fatto mancare il nostro apporto, nessuno si è tirato indietro. Penso in particolare a quanto i lavoratori OSA fanno in Lombardia e nelle zone del foggiano, dove si sono accesi per primi i casi di contagio. E un pensiero ancora più particolare ai nostri che si spendono negli ospedali romani, Bambin Gesù e Policlinico Umberto I, dove siamo nelle frontiere dell’assistenza, da sempre, e dove sarà giusto, dopo questa tempesta, difendere ancor di più i diritti dei nostri soci a vedere un futuro chiaro e un riconoscimento reale per tutto quello che hanno dato, per anni, alla Sanità pubblica.

     

    Tutto questo è il senso di queste giornate: perché la paura non può indurci a cancellare quella bellezza di cui siamo portatori e che serve a resistere, perché chi soffre la distanza o chi è costretto al distacco da un parente, ha bisogno anche di queste informazioni, anche di foto colorate, anche di buone notizie.

     

    Detto questo, da oggi useremo i social con ancora maggiore sobrietà, soprattutto per rispettare la realtà delle cose che, per il momento, è assai dura da guardare in faccia. Ma non rinunceremo a raccontare e parlare della parte buona del Paese, quella che ha nei secoli fatto dell’Italia il posto più bello dove vivere.

     

    Grazie a tutti per quello che fate.

    Giuseppe Milanese