• 16 luglio 2020

    A Frosinone riapre il Centro Sociale Integrato gestito da OSA

    È il primo servizio rivolto a persone con disabilità aperto in città dopo l’emergenza per il Coronavirus

    Assistititi ed operatori finalmente insieme al Centro Sociale Integrato di Frosinone gestito da OSA

    Il Centro Sociale Integrato per disabili e minori di Frosinone gestito da OSA ha riaperto i locali ed accolto gli assistiti dopo mesi di chiusura imposta dal lockdown.

     

    Assieme al Centro Luca Malancona di Ferentino - anch’esso in carico alla Cooperativa - il CSI è la prima sede di un servizio di assistenza pubblica in provincia ad aprire i battenti e a riprendere le attività, avendo ottenuto il nulla osta da parte della ASL. Un’ottima notizia per l’utenza e le famiglie così duramente provate da questi mesi di isolamento sociale. Anche se gli operatori OSA nei mesi di emergenza Covid sono rimasti vicini alle famiglie, realizzando direttamente a casa percorsi individuali di assistenza, la possibilità di ritornare a frequentare insieme gli spazi e le aree attrezzate del Centro diurno, permette di ripristinare in pieno la programmazione delle attività ricreative e di socializzazione previste dai Piani Educativi Individuali per ogni singolo ospite.

     

    “Con la riapertura del Centro Sociale Integrato ci stiamo avviando verso la ripresa delle nostre consuete attività di assistenza verso le fasce più fragili della popolazione”, spiega Caterina Fabrizi coordinatrice OSA della struttura di Frosinone. “Si tratta di un segnale importante verso il pieno ritorno alla normalità. Con il Gruppo Appartamento ed il Centro per la Famiglia, che hanno sempre funzionato, i servizi targati OSA a Frosinone continuano a rivelarsi un punto di riferimento fondamentale per tutto il territorio anche in questa fase difficile di contrasto alla pandemia che stiamo attraversando".

     

    Per rendere operativa la struttura del capoluogo ciociaro, OSA ha dovuto riorganizzare l’intero servizio in modo da consentire un accesso all’edifico in piena sicurezza ad assistiti e operatori.

     

    “Abbiamo ripensato tutte le procedure interne, adottando le misure di sicurezza raccomandate dalla DGR 243 della Regione Lazio e le indicazioni di ASL e Comune”, ricorda la coordinatrice. “In questa fase a malincuore abbiamo dovuto ridurre del 25% la capienza massima all’interno del Centro, introducendo una rotazione, che comunque garantisce una presenza minima di tre giorni a settimana per ogni assistito. Abbiamo ridotto l’orario per gli adulti ad un’unica fascia dalle ore 8 alle 13, riservando il pomeriggio per le attività dedicate ai minori. Il servizio di trasporto in sede ha dovuto subire modifiche per adeguarsi agli standard di prevenzione. Tra pochi giorni saremo in grado di riaprire anche il servizio di mensa e questo porterà sicuramente un giovamento per la gestione della quotidianità in molte famiglie”.

     

    Seguendo scrupolosamente le linee guida predisposte dall’Unità di Gestione del Rischio OSA, tutte le postazioni di lavoro sono state riposizionate in modo da rispettare la distanza di sicurezza. I kit con i materiali di lavoro e di gioco sono stati personalizzati per evitare assembramenti, contatti e scambi pericolosi. Percorsi dedicati in entrata e in uscita, aree di non utilizzo debitamente transennate e procedure di sanificazione ripetute nell’arco della giornata, oltre ad un corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, completano il quadro delle principali misure adottate per garantire la sicurezza di tutti durante la permanenza nell’edificio. Fino a quando le condizioni del tempo lo permetteranno inoltre verranno privilegiate le attività all’aperto.

     

    Ogni lunedì e mercoledì della settimana, nell’ambito del programma estivo di luglio e agosto, gli ospiti del Centro vengono accompagnati dagli operatori a Collepardo (Fr) nel cuore dei Monti Ernici, dove trascorrono l’intera giornata a contatto con la natura e con gli animali presenti nelle oasi protette all'interno del Parco naturale. 

     

    “Siamo molto soddisfatti per aver raggiunto l’obiettivo di riuscire ad aprire il CSI in tempi brevi”, conclude Caterina Fabrizi, “ed ora assieme ai nostri ‘ragazzi’ stiamo sperimentando un nuovo inizio che possa restituire loro sicurezza e consapevolezza per affrontare e metabolizzare senza traumi i cambiamenti che hanno vissuto in questi mesi”.