• 30 dicembre 2019

    ADI, Milanese: con accreditamento più qualità e appropriatezza

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità è stato intervistato dal Corriere della Sera in merito al nuovo sistema che partirà nel Lazio il 1° gennaio. Dalla Regione 20 milioni per raddoppiare la presa in carico dei pazienti over 65

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, è stato intervistato dal Corriere della Sera in merito all'accreditamento per l'ADI

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, è stato intervistato oggi, 30 Dicembre 2019, sulle pagine romane del Corriere della Sera in merito al nuovo sistema di accreditamento dell'assistenza domiciliare integrata (ADI) che partirà nel Lazio il prossimo 1° gennaio. “Una vera e propria rivoluzione nell’assistenza domiciliare integrata” come annunciato dall'assessore regionale alla SanitàAlessio D'Amato. “Investiamo 20 milioni per raddoppiare la presa in carico dei pazienti over 65 anni. Diciamo addio alle gare al massimo ribasso per sostituirle con il sistema di accreditamento delle strutture che erogano servizi domiciliari”.

     

    Siamo molto soddisfatti del progetto della Regione che da molti anni abbiamo sollecitato chiedendo l’accreditamento delle strutture e la sospensione delle gare al massimo ribasso”, ha affermato il presidente Milanese sulle pagine del quotidiano di via Solferino. Attraverso il nuovo piano “chi fornisce il servizio può competere sulla qualità e i cittadini possono scegliere tra gli erogatori. Inoltre l’ADI deve crescere non solo nel Lazio, ma in Italia per seguire gli ultra 65enni e tutti i soggetti fragili e cronici che non hanno bisogno di cure in ospedale, ma a domicilio”.

     

    Per costruire un sistema territoriale vero e proprio, secondo il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità “occorre agganciare l’assistenza domiciliare con il medico di famiglia e la farmacia dei servizi, la più vicina a casa del cittadino. Così il malato avrà cure più appropriate, più accessibili e in questo modo si potrebbero ridurre i ricoveri dei cronici e i costi. Ed è importante anche misurare verificare l’efficacia delle cure erogate a domicilio attraverso parametri scientifici”.

     

    Scarica e leggi l'articolo completo pubblicato sull'edizione romana del Corriere della Sera