• 6 marzo 2020

    Coronavirus, le cooperative sanitarie valide alleate del SSN

    L'Alleanza delle Cooperative nel documento al governo: funzione preziosa nei territori con assistenza domiciliare

    Coronavirus, le cooperative sanitarie valide alleate del SSN

    "In questi giorni di emergenza, con il sistema ospedaliero sottoposto ad un’enorme pressione, il Servizio Sanitario Nazionale ha quanto mai bisogno di sostegno. Questo vale sia all’interno delle mura ospedaliere, ma soprattutto nei territori dove risiedono le comunità. Le cooperative sanitarie, ed i loro operatori, si stanno dimostrando valide alleate del sistema pubblico, continuando a garantire in collaborazione con i professionisti del SSN una funzione preziosa sui territori in termini di servizi ed assistenza, soprattutto presso il domicilio dei pazienti”. È quanto si legge nel Documento che Alleanza delle Cooperative Italiane ha consegnato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai ministri presenti all'incontro di concertazione sulle misure di contrasto all'epidemia di Coronavirus che si è tenuto a Palazzo Chigi lo scorso 4 marzo.

     

    La delegazione dei cooperatori italiani ha voluto soffermarsi sulla necessità di riconoscere e di supportare il lavoro prezioso che vede centinaia di professionisti delle cooperative sanitarie e socio-sanitarie, impegnati in questi giorni difficili nelle corsie ospedaliere e nelle abitazioni degli assistiti nei territori colpiti dai focolai del Covid-19, specialmente nel settore dell'assistenza sanitaria a domicilio.

     

    “Si tratta di una rete di assistenza primaria che sta svolgendo anche ora, nelle zone più colpite dal virus, un’azione di supporto fondamentale per ridurre la pressione sugli operatori pubblici che, in un momento di congestione del sistema ospedaliero, è assolutamente necessaria”, si legge ancora nel documento consegnato nelle mani del Governo. “Al momento, tuttavia, le strutture sanitarie che erogano servizi di assistenza domiciliare non ricevono informazioni circa la presenza di casi sospetti tra i propri assistiti. Per meglio garantire la salute degli operatori sanitari e degli utenti stessi, si ritiene opportuno assicurare a tali strutture un’informativa tempestiva da parte delle autorità competenti, circa potenziali casi di affezione tra i pazienti in trattamento. Inoltre, sempre in tema di sicurezza dei sanitari, si segnala l’estrema difficoltà di reperire dispositivi di protezione individuali (DPI) se non sul mercato estero a prezzi sensibilmente superiori al costo ordinario".