• 1 settembre 2020

    COVID, Milanese: ripartiamo da prudenza e nuove regole

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità affronta i temi dell'immediato futuro: dal dibattito pubblico sulla pandemia alle prossime Assemblee dei Soci che si svolgeranno in presenza e in sicurezza

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese

    Quasi un editoriale, sicuramente un manifesto programmatico per il futuro. Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, ha affidato a un lungo post sulla sua pagina Facebook una presa di posizione chiara sul dibattito che per tutta l'estate ha animato l'opinione pubblica intorno all'emergenza COVID-19, divisa nel confronto-scontro serrato tra negazionisti e catastrofisti. Ma nel post, il presidente Milanese affronta altri temi cogenti legati all'immediato: dalle ormai prossime Assemblee dei Soci OSA che si svolgeranno in presenza - ma con il sistema delle deleghe per garantire la sicurezza di tutti - fino all'impegno di Confcooperative Sanità nel ridefinire i modelli assistenziali per gli anziani e i più fragili.

     

    “Io intendo sottrarmi ad una divisione manichea che non può portare alcun contributo in termini di salute pubblica, ma anche di civiltà, alla comunità nazionale”, scrive nell'incipit Milanese. “Come Presidente di Confcooperative Sanità ho tuttavia un dovere: che non è di prendere parte alla canea, ma di affrontare con responsabilità i problemi sul tappeto e di prevedere, e per quanto possibile evitare, quelli che via via si presenteranno. Il virus ha falcidiato ad oggi quasi 850mila persone nel mondo ed è un dato rilevante; c’è da ricordare anche che ogni anno ne muoiono per fame, soprattutto bambini, 3milioni e 300mila, ed è un dato spaventoso. Non possiamo distogliere lo sguardo dall’uno e, sarebbe bello, anche dall’altro problema. Ma tornando al COVID, per i ruoli che rivestiamo, per la storia a cui apparteniamo, per il futuro che faticosamente proviamo a costruire, oggi abbiamo la priorità assoluta di proteggere i nostri cari”.  Prosegue ancora Milanese: “Il sistema è uno ed uno solo: usare prudenza e, insieme alla prudenza, i dispositivi e le regole che abbiamo stabilito, non allentando la cautela, anche se in questa fase i dati indicano una bassa mortalità e terapie intensive semivuote. Il pericolo, purtroppo, è dietro l’angolo”.

     

    Prudenza, responsabilità e attenzione saranno le parole d'ordine, quasi delle linee guida, in vista dei prossimi appuntamenti assembleari che la Cooperativa ha deciso di fare con la presenza dei propri soci, in totale sicurezza. “OSA ha deciso di organizzare le proprie Assemblee in questo prossimo mese, e di viverle in presenza, per non mancare al più importante momento di partecipazione democratica, durante il quale si approverà anche il bilancio”, annuncia il presidente Milanese. “Ma, proprio per prudenza, favoriremo il sistema delle deleghe, contingentando in maniera intelligente le adesioni e adottando un rigoroso sistema di convivenza. Gli anziani delle nostre residenze hanno superato incolumi la tempesta della pandemia ma, se vogliamo continuare a proteggerli, non possiamo permetterci di derogare ad alcuna misura sanitaria: dai test sierologici programmati per gli operatori al più affettuoso e premuroso isolamento per gli ospiti. Chi vuol loro bene, mostri pazienza: noi li aiuteremo a migliorare e rafforzare le comunicazioni tra familiari”.

     

    L'esperienza drammatica del COVID-19 è anche un'occasione per riscrivere finalmente le regole del sistema dell'assistenza primaria, per andare oltre l'emergenza e guardare al futuro. “Perché la pandemia non sia stata vana, stiamo, inoltre, come Confcooperative Sanità, contribuendo a realizzare un luogo di ragionamento, che riveda i modelli e le regole dell’assistenza per gli anziani, e coagulerà le migliori intelligenze del Paese in materia di vecchiaia”, conclude Milanese. “Anche questo è un modo per aver cura dei nostri cari, al contempo preparando un futuro più civile. Perché è il momento dell’azione, e occorre soprattutto rivedere i modelli assistenziali, senza paura di cambiare, imparando dall’esperienza che abbiamo vissuto, e costruendo un sistema sociosanitario che vada oltre l’emergenza. Da qui ricominciamo”.