• 5 giugno 2020

    CRAP OASI, buon senso e psicoeducazione per gestire l’emergenza

    Maria Angelicchio, coordinatrice OSA, racconta come è stato affrontato il lockdown nella struttura pugliese

    Nella foto alcuni ospiti della CRAP Oasi partecipano al progetto di ortoterapia

    Alla Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica “Oasi” gestita dalla Cooperativa OSA a Vico del Gargano, in provincia di Foggia, anche in questi mesi di lockdown l’assistenza e la cura non sono mai venute a mancare, grazie soprattutto ad un fondamentale lavoro di squadra messo in campo dall’equipe composta da educatori, infermieri, operatori sociosanitari, e dai consulenti, psicologa e psichiatra.
    Non è stato semplice garantire serenità e sicurezza ai 14 assistiti che sono ospitati nella struttura e spiegare loro tutti quei cambiamenti nelle abitudini e nella vita quotidiana introdotti dalle misure adottate per limitare i contagi. Come nelle altre strutture gestite sul territorio, OSA ha seguito un protocollo di procedure ben definito per tutelare la salute dei soci lavoratori e degli assistiti, potendo contare anche sulla collaborazione delle famiglie con le visite esterne sospese per scongiurare ogni possibile rischio di contagio.

    “In primo luogo abbiamo dovuto informare e formare gli ospiti su tutto ciò che stava accadendo”, racconta Maria Angelicchio, coordinatrice OSA della CRAP. “E il modo più semplice e chiaro è stato quello di strutturare alcuni percorsi di psicoeducazione con gli assistiti per spiegare le buone prassi e i migliori comportamenti che andavano seguiti per non ammalarsi. Abbiamo realizzato e condiviso con loro alcuni semplici e colorati opuscoli informativi con immagini e disegni su argomenti quali ‘il lavaggio delle mani’ e ‘l’igiene respiratoria’, alcuni brevi video tutorial su tutte le buone pratiche igienico-sanitarie e soprattutto abbiamo coinvolto gli ospiti in alcuni laboratori creativi a tema, nei quali si sono realizzati cartelloni e striscioni ben auguranti disegnati con gli arcobaleni e hashtag #andràtuttobene con i quali si sono ravvivati balconi e pareti della struttura.”

    “E mentre si cercava di rendere terapeutica anche la lettura di un libro oppure la visione di un film”, prosegue il racconto della dottoressa, “alcuni ragazzi si cimentavano in gare culinarie preparando deliziosi dolci nel nostro laboratorio di pasticceria, mai così attivo come in questi giorni di isolamento”.

    Così, piano piano è arrivata la primavera e si sono potute organizzare anche attività all’esterno della struttura, come il progetto di ortoterapia, grazie al quale si sono abbellite tutte le aiuole che circondano la comunità.

    “Gli ospiti hanno piantato anche un albero di melograno e l’hanno chiamato anti-Covid-19. Insomma con il buon senso e la collaborazione di tutti, prima fra tutte la rete dei Centri di Salute Mentale con la quale, tramite videochiamate, abbiamo continuato a condividere e verificare i Progetti Terapeutici Riabilitativi Individuali e grazie anche all’opera quotidiana di monitoraggio dello stato di salute dei nostri ospiti e di tutti gli operatori condotta assieme Dipartimento di Prevenzione della ASL di Foggia”, conclude soddisfatta la coordinatrice OSA, “abbiamo superato questo periodo di lockdown e ci apprestiamo a gestire la fase 2 con la speranza di poter tornare tutti quanti al più presto alla normalità.”