• 10 aprile 2020

    Dimessi i primi pazienti dal Covid hotel gestito da OSA

    A pochi giorni dalla Pasqua sei ospiti assistiti nel Winter Garden Hotel hanno potuto abbracciare i propri cari

    Vincezo Trivella, direttore OSA Lombardia, congeda uno dei primi ospiti del Winter Garden Hotel di Grassobbio (Bg) guariti dal Covid-19

    A pochi giorni dalla Pasqua sono stati dimessi i primi sei pazienti assistiti dall'équipe OSA di medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi presso il Winter Garden Hotel di Grassobbio, la struttura gestita dalla Cooperativa nella provincia di Bergamo. Gli assistiti, dichiarati guariti dal Covid-19 dopo il percorso di isolamento prescritto dai protocolli sanitari, sono stati dimessi dalla struttura alberghiera riconvertita a residenza sanitaria protetta. Salutati nella hall dell’hotel dal Direttore di OSA Lombardia, Vincenzo Trivella, hanno potuto finalmente tornare insieme ai propri cari in piena sicurezza. Lacrime, abbracci, commozione e tanti ringraziamenti da parte di questo primo drappello di ospiti che ce l’hanno fatta ad uscire dall’incubo dell’epidemia e ora possono guardare con maggiore serenità al futuro.

     

    “Abbiamo congedato i primi ospiti ormai guariti dopo il secondo tampone di controllo e possiamo dirci pienamente soddisfatti per come sta procedendo questo progetto di assistenza e solidarietà”, racconta Vincenzo Trivella in un articolo riportato dall'edizione bergamasca del Corriere della Sera.

    “Qui accogliamo pazienti dimessi dagli ospedali, ma anche direttamente dalle famiglie. Si tratta di persone autosufficienti, stabilizzate ma ancora positive, che a casa propria non hanno le condizioni logistiche per mangiare e dormire separatamente dai familiari e avere un bagno personale, oppure vive in casa un parente con problemi di salute. In questo albergo trovano un'équipe di assistenza sanitaria h.24, una camera singola sanificata dove consumare i pasti e riposare. Ovviamente il paziente non esce ed è in isolamento, se non per partecipare ad un momento comunitario in piccoli gruppi che stiamo sperimentando ogni mattina assieme agli operatori e ai terapisti per aiutarlo a riprendere contatto gradualmente con la vita sociale dopo la terribile esperienza vissuta. Il personale medico-infermieristico controlla i parametri vitali due volte al giorno. E questo per 14 giorni o comunque finché i due tamponi di controllo effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro non risultano negativi. Nel caso di peggioramento ovviamente è previsto l’immediato ritorno negli ospedali”.

     

    Per approfondire scarica il pdf con il testo completo dell'intervista al Corriere della sera