• 13 maggio 2020

    I Centri Diurni di Latina sempre vicini ad assistiti e famiglie

    Nelle tre strutture gestite da OSA gli operatori si sono attivati per non interrompere il contatto con gli utenti

    Nella foto il Centro Diurno Salvatore Minenna gestito da OSA a Latina

    Non potevamo interrompere in modo brusco il legame e la vicinanza con gli assistiti e le famiglie. Per questo, abbiamo cercato di mantenere attivo il nostro rapporto con loro". Con queste parole, Ilaria Tagliavia, coordinatrice del Centro Diurno Salvatore Minenna di Latina, una delle tre strutture comunali gestite da OSA nel capoluogo pontino, racconta come i professionisti della Cooperativa si siano impegnati per non interrompere il contatto con gli utenti e i loro familiari in questo periodo in cui i centri sono chiusi per motivi precauzionali. Ogni settimana, gli operatori OSA telefonano alle famiglie, per aggiornarsi e offrire consigli, chiacchierano quando possibile con i loro "ragazzi", si scambiano video-messaggi e, se richiesto, attivano i servizi sanitari e sociali necessari.

     

    Un impegno per rispondere in modo tempestivo ad un bisogno e per far fronte al periodo di isolamento imposto dall'epidemia, preservando il delicato equilibrio conquistato insieme agli assistiti. "Ci facciamo raccontare come trascorrono le giornate e ci teniamo aggiornati sulla condizione degli assistiti, se possibile cerchiamo anche di fare quattro chiacchiere con loro. È un piccolo impegno che crediamo sia di grande sostegno per le famiglie”, aggiunge Ilaria.

     

    Luisa Iandolo, responsabile del Centro Diurno ‘Casal delle Palme’ a Latina Scalo, sottolinea: “Con alcuni di loro il nostro rapporto di assistenza ha una storia di oltre trent’anni. Hanno bisogno di attenzioni quotidiane e la nostra chiamata settimanale è diventata per tutto il nucleo familiare un appuntamento importante che rincuora e rafforza la fiducia”.

     

    “Dal nostro punto di osservazione” afferma Rosaria Donatiello, coordinatrice del Centro Diurno ‘Le Tamerici’, “abbiamo notato con soddisfazione che tutto sommato le famiglie sono riuscite a gestire bene la situazione e si contano sulle dita di una mano i casi in cui si è dovuto ricorrere ad un servizio sostitutivo domiciliare”.