• 12 agosto 2020

    Il Girotondo, una nuova famiglia per minori in difficoltà

    L’esperienza della struttura gestita dalla Cooperativa OSA a Ferentino (Fr)

    Attualmente sono ospiti della struttura di accoglienza Il Girotondo 7 minori tra i 2 e i 17 anni

    A Ferentino c’è una casa a due piani che si chiama “Il Girotondo” ed è abitata sempre da nuovi bambini e ragazzi. Tra le sue mura, gli ospiti trovano un aiuto concreto per uscire da un momento particolarmente difficile della propria vita e soprattutto incontrano l’affetto di una nuova “famiglia” formata dagli operatori della Cooperativa OSA.

    “Il Girotondo” è uno dei diversi servizi assistenziali ed educativi che OSA gestisce in convenzione con il Distretto sociale B della provincia di Frosinone, impiegando circa una decina di professionisti tra operatori sociosanitari, educatori ed assistenti sociali. L’attività della struttura è svolta in stretta collaborazione con la rete dei servizi territoriali (che fornisce agli ospiti tra l’altro un servizio di supporto psicologico) e costituisce un tassello fondamentale del percorso d’integrazione sociale rivolto ai minori in situazione di disagio famigliare.

     

    “Ad oggi sono ospitati nella Casa Famiglia 7 minori appartenenti ad una fascia d’età compresa tra i 2 e i 17 anni, tutti segnalati dai servizi sociali e oggetto di provvedimenti di tutela da parte del Tribunale”, spiega Federica Marcotullio, educatrice OSA, che prosegue: “la maggior parte di loro proviene da famiglie che hanno dimostrato di non essere in grado di provvedere ai loro bisogni”.

    Una volta allontanati dai rispettivi nuclei familiari e in attesa che siano individuate per loro nuove famiglie in cui crescere, i minori trovano nella Casa Famiglia gestita dalla Cooperativa un luogo tranquillo e protetto, dove trascorrere giornate serene. Per loro gli operatori OSA organizzano numerose attività giornaliere con l’obiettivo di renderli autonomi e farli sentire protagonisti di un progetto di vita nel quale si riconoscano, ripristinando innanzitutto una dimensione comunitaria e un contesto sano di vita relazionale.

    “Insegniamo ai ragazzi ad avere cura di sé e del luogo in cui vivono, come ad esempio riordinare la stanza, rifare i letti, fare le lavatrici e aiutare in cucina come se fossero a casa loro”, racconta ancora l’educatrice OSA. “Li sosteniamo nel loro percorso scolastico, aiutandoli a fare i compiti e nel pomeriggio svolgiamo con loro tutta una serie di attività ricreative, quali ad esempio la pittura, la coltivazione del piccolo orto nel giardino della struttura, il laboratorio manuale sul riuso e il riciclo dei materiali, oppure li accompagnamo a svolgere attività sportive, cercando di riproporre tutte quelle dinamiche ed attenzioni che avrebbero dovuto ricevere all’interno delle rispettive famiglie di appartenenza”. Ora che l’emergenza COVID-19 è migliorata, con le dovute cautele, gli ospiti hanno potuto godere anche di alcuni appuntamenti di svago e divertimento in piscina e al mare. Grazie all’impegno degli operatori è stato messo in piedi un percorso di crescita comune che ha permesso di smussare le differenze di età e di bisogno tra i ragazzi, puntando soprattutto sull’affettività e l’empatia.

     

    Insegniamo a questi bambini che hanno alle spalle trascorsi di disagio e sofferenze soprattutto a volersi bene e a recuperare fiducia in loro. In questo senso ‘Il Girotondo’, servizio concepito come una piccola comunità familiare, permette di sviluppare tra gli ospiti dinamiche positive e capacità di relazioni simili a quelle che normalmente si instaurano tra fratelli e sorelle”. Attualmente la Casa Famiglia ospita anche una bimba di due anni. In caso di minori così piccoli si attiva una procedura che coinvolge in modo continuativo l’intero personale, attraverso un programma di assistenza specifico, che segue il minore passo dopo passo nell’arco dell’intera giornata. Dall’alimentazione, fino alle ore di sonno: ogni momento di vita della piccola viene costantemente monitorato dal personale e condiviso con la pediatra della ASL e gli assistenti sociali del Comune in modo da rispondere ad ogni necessità nel modo migliore possibile. “Ci prendiamo cura di lei come avrebbe fatto il genitore in condizioni normali” precisa Federica Marcotullio “e lo facciamo con amore e dedizione, così come per tutti gli altri ospiti, convinti che siano questi i principali requisiti per offrire loro un’opportunità di crescita e un futuro migliori”.