• 19 maggio 2020

    Il Progetto Pippi prosegue grazie al web

    Il servizio di sostegno alla genitorialità gestito da OSA a Frosinone rimodula gli interventi per aiutare le famiglie fragili con videochiamate e chat. Il racconto delle educatrici dell'équipe multidisciplinare Federica Marcotullio e Sonia Campoli

    La locandina del progetto Pippi

    Si chiama Pippi, acronimo di “Programma di Intervento per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione”, ed è il programma di sostegno alla genitorialità rivolto ai ragazzi per aiutarli nello studio e ai loro genitori per migliorare la qualità di vita di tutto il nucleo familiare. Attivato a Frosinone nel mese di Gennaio 2020, promosso dal Ministero del Lavoro, in collaborazione con l'Università di Padova, vede impegnate Federica Marcotullio e Sonia Campoli, due educatrici della Cooperativa OSA, ente gestore del servizio sul territorio ciociaro, che lavorano all'interno di un'équipe multidisciplinare costituita dall'assistente sociale del Comune, dalla pedagogista scolastica, dalle insegnanti, dalla Asl e dalle stesse famiglie oggetto dell’intervento e parte attiva nel progetto.

     

    Pippi anche come Pippi Calzelunghe, la protagonista della favola della scrittrice svedese Astrid Lindgren, resa celebre a tutti i bambini del mondo dalla omonima serie televisiva degli anni Settanta. "Proprio come Pippi Calzelunghe, ciascun bambino ha risorse incredibili in grado di trasformare una situazione di vita a volte difficoltosa in possibilità di crescita", spiega Roberta D’Alatri, coordinatrice OSA del progetto, “a questa grande forza e capacità di adattamento facciamo affidamento per evitare che situazioni di vulnerabilità e di fragilità all’interno della famiglia possano degenerare”.

     

    Il programma si snoda in una serie di incontri settimanali nei quali gli educatori si affiancano ai genitori e ai figli per costruire in un’ottica di dialogo e di scambio un clima familiare costruttivo e positivo. Fino alla entrata in vigore delle misure di contenimento del Covid-19 il servizio è stato svolto a domicilio,quindi, con l'emergenza Coronavirus, il progetto sta utilizzando modalità educative a distanza, attraverso videochiamate e chat.

     

    “Assistiamo famiglie fragili in cui sono presenti figli di età diversa tra di loro”, racconta Federica Marcotullio, educatrice OSA. “L’intervento mira in pratica a risolvere problematiche legate principalmente alla gestione del tempo e della routine familiare, al rispetto delle regole e alla didattica, proponendo strategie e soluzioni diverse e cercando di scegliere insieme con i ragazzi e con i genitori quella migliore da mettere in atto in quel momento. Si tratta di un’azione che trova la sua efficacia proprio nella vicinanza e nel contatto diretto, le uniche modalità attraverso cui è possibile creare un rapporto efficace basato sull’ascolto, l’empatia e la condivisione.”

     

    “Nonostante le difficoltà di connessione, di preparazione dei materiali, di coinvolgimento attivo dei ragazzi abbiamo positivamente superato questi ostacoli, attraverso una positiva collaborazione reciproca, grazie anche al supporto dell’équipe psico-pedagogica con la quale noi educatrici, ci siamo costantemente raccordate per stabilire insieme l’approccio e i contenuti dell’intervento”, prosegue Sonia Campoli, l’altra educatrice OSA che fa parte dell’équipe. “Seppur a distanza abbiamo mantenuto vivo il contatto con i ragazzi e le famiglie, monitorando le loro azioni e offrendo un’occasione di confronto, quanto mai necessaria in questi giorni in cui è stato forte un po’ per tutti l’isolamento ed il sentimento di solitudine.”