• 16 aprile 2019

    Integrare ospedale e territorio, Milanese scrive a Emiliano

    Sulla Gazzetta del Mezzogiorno la lettera del presidente di OSA e di Confcooperative Sanità al Governatore della Regione Puglia: 'Piena collaborazione per la rinascita della sanità pugliese'

    Il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese

    “Le scrivo pubblicamente per manifestarle il plauso della vasta comunità di cooperatori italiani che ho l’onore di rappresentare e che da anni si batte proprio per raggiungere l’obiettivo che oggi lei si è prefissato. C’è, in particolare, un aspetto che ha enucleato e che mi preme sottolineare: la necessità di realizzare nel breve la medicina di prossimità, ovvero una integrazione virtuosa tra ospedale e territorio, quest’ultimo rappresentato dai medici di famiglia, dalle farmacie di servizi, dagli erogatori di assistenza sociosanitaria, dall’implementazione della telemedicina”.

    È quanto scrive il presidente di OSA e di Confcooperative Sanità, Giuseppe Milanese, in una lettera destinata al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e pubblicata sull'edizione odierna della Gazzetta del Mezzogiorno. Nella missiva, Milanese accoglie con favore la decisione del Governatore di “rivoluzionare la sanità” sul territorio pugliese, offrendo piena collaborazione per la rinascita del sistema in Puglia nell'ottica di un'integrazione tra sanità pubblica e territorio.

     

    Di seguito il testo integrale della lettera

     

    Caro Presidente Emiliano, ho letto con molto favore la sua netta presa di posizione sulla nuova imminente strategia di organizzazione sanitaria in Puglia. «Siamo pronti a rivoluzionare la sanità», ha annunciato senza esitazioni, comprendendo prima di tanti altri che la pandemia ha già cambiato lo stato delle cose nello stesso mondo globalizzato, costringendoci a scegliere se apprendere la lezione (“Quando perdi, non perdere la lezione”, per dirla con il Dalai Lama) e magari guardare lontano, o se farci travolgere dal catastrofismo. In poche righe lei ha stilato un ambizioso programma di governance del sistema della salute che ribalta premesse date fin qui per assodate ed io le scrivo pubblicamente per manifestarle il plauso della vasta comunità di cooperatori italiani che ho l’onore di rappresentare e che da anni si batte proprio per raggiungere l’obiettivo che oggi lei si è prefissato. C’è, in particolare, un aspetto che ha enucleato e che mi preme sottolineare: la necessità di realizzare nel breve la medicina di prossimità, ovvero una integrazione virtuosa tra ospedale e territorio, quest’ultimo rappresentato dai medici di famiglia, dalle farmacie di servizi, dagli erogatori di assistenza sociosanitaria, dall’implementazione della telemedicina. Vorrei dire che sembrerebbe mutuato da uno dei tanti documenti elaborati dalla nostra Federazione, ma non è per una orgogliosa rivendicazione del “pro domo mea” che intervengo. La storia della cooperazione è la vicenda lunga di donne e uomini che hanno messo il proprio lavoro al servizio dell’Italia, chiamati a questa responsabilità dai padri costituenti che ne immortalarono ruolo e funzione nell’articolo 45 della Carta. Noi, come sempre nella vicenda nazionale, abbiamo la volontà e l’ambizione di costruire o, all’occorrenza, di ricostruire. Le offro perciò la nostra disponibilità - che è il senso stretto del bagaglio etico e delle competenze che abbiamo accumulato col tempo - a collaborare fin da ora nella ristrutturazione del sistema sanitario pugliese, per partecipare ad una riconnessione virtuosa tra il diritto alla salute di cittadini oggi disorientati e il dovere di fornire un servizio sanitario all’altezza delle sfide che quello che credevamo il futuro ci ha appena presentato.


     

    Giuseppe Maria Milanese

    Presidente di Federazione Sanità Confcooperative