• 7 ottobre 2020

    Le storie di 50MILA VOLTI Magazine: Hotel Paradiso

    La testimonianza di Emilio Gritti, 56 anni, falegname bergamasco, assistito dai professionisti OSA con umanità e comprensione nella struttura di Grassobbio

    Emilio Gritti, 56 anni, falegname bergamasco, è stato assistito da OSA al Winter Garden Hotel di Grassobbio

    “Dopo l’ospedale, il 20 marzo, mi hanno trasferito in hotel. Qui il tempo non passava mai. I tamponi continuavano a risultare sempre positivi. Con la mente rivolta alle esperienze vissute in corsia non capivo le lamentele di alcuni ospiti dell’hotel: ‘Ma non vi rendete conto di quello che avete vissuto in ospedale? Qui è un paradiso!’”. È la testimonianza che Emilio Gritti, falegname bergamasco di 56 anni, ha voluto dare a 50MILA VOLTI, il Magazine di OSA distribuito in un’edizione speciale dedicata all’impegno quotidiano, straordinario e ordinario, che la Cooperativa ha offerto con i suoi operatori sanitari nelle zone rosse d’Italia.

     

    Il racconto di una lunga battaglia con il Covid, iniziata con il ricovero in ospedale il 12 marzo. Enrico ha combattuto duramente, come molti nella Lombardia flagellata dal virus, ha perso l’affetto di suo fratello, ma ha trovato nell’assistenza di OSA assicurata presso il COVID Hotel di Grassobbio - la prima struttura in Italia a garantire una quarantena protetta ai pazienti non ancora negativizzati dimessi dagli ospedali della bergamasca - un luogo sicuro dove affrontare la sua difficile situazione. In quello che lui stesso descrive come “Hotel Paradiso”, Emilio ha trovato il conforto, la gentilezza, l’umanità insieme a professionisti straordinari.

     

    “Spero davvero che la gente impari ad essere più comprensiva, più umana, più gentile. Come la gentilezza e l’amore ricevuti dagli infermieri, in hotel e in ospedale, che mi sono stati tutti molto vicini”, racconta ancora Emilio al periodico della Cooperativa. “Ho saputo della morte di mio fratello tre giorni dopo che giunsi in hotel. Stava per diventare nonno, non vedeva l’ora. Sono venute a trovarmi tutte le infermiere, mi accarezzavano e mi abbracciavano, anche il Direttore della Cooperativa chiedeva spesso come stavo. Non è stato facile elaborare il lutto, ma l’ambiente sanitario carico di umanità mi ha accompagnato anche in questo, nella guarigione dello spirito. È proprio vero che il valore umano è l’essenziale, senza questo non siamo niente!”.

     

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