• 11 maggio 2020

    Nontiscordardimé, così gli anziani si mantengono in forma con il web

    La signora Giuliana della Parrocchia romana Regina Mundi racconta come è stata riorganizzata l’attività motoria nei Gruppi di Cammino. "Grazie ai social e agli smartphone abbiamo tenuto viva questa esperienza"

    La signora Giuliana racconta come è stata riorganizzata, sia pure a distanza, l'attività dei Gruppi di Cammino nati con Nontiscordardimé Senior

    “Quando abbiamo creato in parrocchia questa rete di solidarietà tra noi anziani per aiutare il Progetto Nontiscordardimé Senior a raggiungere le famiglie e le persone fragili del quartiere, non potevamo certo immaginare di trovarci anche in questa delicata situazione emergenziale”.

    A parlare è Giuliana, una signora amabile e giovanile con un viso aperto e luminoso, che grazie alla sua disponibilità e spirito di iniziativa ha saputo diventare il punto di riferimento organizzativo alla parrocchia Regina Mundi di Torre Spaccata

     

    Da quando due anni fa la sua parrocchia ha aderito a Nontiscordardimé Senior, il progetto promosso da OSA in collaborazione con l’Università Cattolica, il Policlinico Gemelli e il Vicariato di Roma, insieme ad altri fedeli si prodiga soprattutto per organizzare e monitorare gli appuntamenti per le visite mediche, che si tengono periodicamente a bordo dell’ambulatorio mobile parcheggiato nel cortile della struttura religiosa. Quando poi è partita anche l’iniziativa dei Gruppi di Cammino, Giuliana è stata sempre presente alle passeggiate settimanali che ogni mercoledì riempivano la mattinata di un gruppo sempre più numeroso di anziani. Anche se abita nel vicino quartiere di Cinecittà, Giuliana raggiunge quasi ogni giorno la parrocchia, guidando con sicurezza tra i trafficati e caotici viali della zona est di Roma, mettendosi a completa disposizione della comunità per accompagnare i parrocchiani o le persone del quartiere a fare le visite e i controlli, a consegnare medicinali oppure la spesa a chi non è in grado di muoversi da casa.

     

    Il lockdown decretato improvvisamente nei primi giorni di marzo l’ha sorpresa lontana da Roma a San Marino in casa del figlio, dove stava trascorrendo una breve convalescenza dopo un nuovo intervento alla cornea. Per un caso fortunato dovuto all’abitudine, aveva portato con sè tutti gli elenchi con i recapiti degli assistiti e così anche da lassù ha potuto dare una mano, quando si è profilata l’occasione di dare seguito all’iniziativa.

     

    Non mi davo pace che anche l’attività dei Gruppi di Cammino si potessero interrompere da un giorno all’altro e quando Gianluca (Palumbo, operatore OSA, responsabile organizzativo di Nontiscordardimé Senior ndr) mi ha chiamato spiegandomi che grazie ai social, ai telefonini  e soprattutto con un po’ di pazienza si sarebbe potuto tenere viva questa esperienza, ognuno in casa propria, continuando a svolgere perlomeno gli esercizi di ginnastica, mi sono subito lasciata coinvolgere”.

     

    Oggi grazie anche alla signora Giuliana che ha ricontattato tutti gli iscritti al Gruppo di Cammino, il mercoledì mattina per circa una quarantina di persone continua ad essere una giornata importante dedicata a socializzare e a mantenersi in forma, anche se rigorosamente tra le mura domestiche.

     

    Funziona così, racconta Giuliana: “Tutti noi partecipiano ad una chat su WhatsApp, l’applicazione che normalmente utilizziamo sul nostro telefonino per comunicare con i nostri cari. Una volta a settimana svolgiamo insieme la lezione collegandoci all’ora prestabilita. A tutti i partecipanti è stato inviato un documento dove è descritto il programma della seduta in modo chiaro e semplice. Si tratta in totale di 18 esercizi che servono a mantenere in forma tutte le parti del corpo: tronco, braccia e gambe. Per aiutarci Gianluca ha preparato anche un tutorial con il quale ci fa vedere in video e nella giusta sequenza come vanno svolti.

     

    Dopo ogni esercizio con un messaggino diamo conferma al nostro ‘personal trainer’ e quindi si passa all’esercizio successivo.  In questo modo c’è sempre la possibilità di avere una verifica sulle modalità di esecuzione e soprattutto rimaniamo in contatto chattando tra di noi, così non si perde lo spirito di socializzazione originario del progetto”.