• 29 maggio 2020

    Nontiscordardimé, la testimonianza della signora Maria

    Simpatica e intraprendente, la residente di Torre Spaccata è stata coinvolta subito nelle iniziative del progetto

    L'unità mobile del Progetto Nontiscordardimé Senior

    Abito da molto tempo a Torre Spaccata e frequento la Parrocchia Regina Mundi, in particolare il centro anziani. Durante una funzione ormai quasi due anni fa il nostro parroco ci ha raccontato che la Cooperativa OSA ed il Policlinico Gemelli avevano messo a disposizione di noi anziani del quartiere un servizio medico specialistico gratuito e che era possibile essere visitati e fare analisi di controllo direttamente qui in parrocchia una volta a settimana”.

     

    Comincia così il racconto di Maria, una simpatica, intraprendente e soprattutto giovanile signora coinvolta a Torre Spaccata, quartiere popolare del quadrante sud di Roma, nelle iniziative del Progetto Nontiscordardimé Senior.

     

    Da oltre due anni il progetto promosso dalla Cooperativa OSA in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, il Policlinico Gemelli ed il Vicariato ha permesso a numerosi anziani in condizione di fragilità sociale ed economica di essere aiutati a prendersi cura di sé e della propria salute attraverso visite mediche nei territori a bordo di un’unità ambulatoriale mobile attrezzata, attività di ascolto e accompagnamento ai servizi territoriali, appuntamenti di promozione, informazione e prevenzione, organizzati grazie ad una rete di volontari in oltre 20 parrocchie della periferia romana.

     

    “Ho partecipato anche agli incontri con i medici che si sono svolti al teatro della parrocchia Regina Mundi dove ci hanno spiegato in modo semplice e chiaro quali sono le principali malattie che ci possono capitare andando avanti con l’età: il diabete, il colesterolo, i problemi al cuore e ai polmoni e le difficoltà di memoria. Ci hanno dato consigli su come tenerci in forma e quali abitudini adottare per continuare a stare bene come le passeggiate nel verde e la ginnastica” prosegue Maria, ricordando come il rapporto con gli operatori del Progetto non si sia mai interrotto.

     

    “In questi mesi della quarantena ho ricevuto la telefonata dei medici che volevano sapere come stavo e se avevo bisogno di aiuto con la spesa o con le medicine. Insomma mi sono stati vicini. Ci hanno tenuto compagnia e ci hanno fatto sentire meno soli proseguendo con il telefonino la lezione di ginnastica che tutti insieme svolgevamo durante le passeggiate dei Gruppi di Cammino” racconta la signora, che conclude con una battuta in spontaneo e sincero romanesco, sintetizzando perfettamente lo spirito e gli obiettivi dell’iniziativa: “Proprio ‘na bella cosa, ‘sto camper, che ce stà appresso a noi vecchietti, perché nun ce pensa nessuno ai nostri acciacchi.”