• 10 novembre 2015

    Ocse: Italia tra i paesi più longevi, ma l'assistenza è da migliorare

    Il rapporto "Health at a Glance 2015": positivi i dati sull'aspettativa di vita, preoccupano le stime su obesità infantile e assistenza agli anziani. In diminuzione la spesa sanitaria pro-capite sia a livello pubblico che a livello privato

    L'Ocse ha pubblicato il rapporto

    L'Italia è al quarto posto tra i paesi Ocse per aspettativa di vita (82,8 anni), tuttavia gli indicatori di salute all’età di 65 anni sono peggiori di quelli in altri paesi e l’aspettativa di vita in buona salute all’età di 65 anni in Italia è tra le più basse, con 7 anni senza disabilità per le donne e circa 8 anni per gli uomini. A partire dal 2011, è invece significativamente diminuita la spesa sanitaria pro-capite, sia a livello pubblico che a livello privato: - 3,5% nel 2013, -0,4% nel 2014 in base ai dati preliminari. Il Belpaese è al diciottesimo posto per la spesa sanitaria come quota del Pil: 8,8% rispetto all'8,9% della media Ocse. La quota più bassa si registra in Turchia (5.1%), quella più alta negli Usa (16,4%).

     

    È il quadro che emerge dal rapporto “Health at a Glance 2015” stilato dall'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), che ha analizzato i costi della sanità, i fattori di rischio per la salute pubblica, l'accesso e la qualità dell'assistenza sanitaria nei 34 paesi membri.

     

    In particolare, lo studio indica come, in Italia, gli indicatori di qualità dell'assistenza primaria e ospedaliera rimangano al di sopra della media Ocse in molte aree, nonostante i livelli di spesa sanitaria inferiori a quelli di altri Stati ad alto reddito. Tuttavia, il nostro Paese rimane arretrato rispetto ad altri in materia di prevenzione delle malattie non trasmissibili e sul piano dell'assistenza agli anziani, con un'offerta di assistenza a lungo termine inferiore rispetto alla maggior parte delle nazioni monitorate dall'organizzazione. 

     

    Da segnalare la diminuzione della spesa farmaceutica, anche grazie all'aumento della quota di mercato di farmaci generici, che è quadruplicata dagli anni 2000. L'incremento nell’uso di farmaci generici ha contribuito alla riduzione dei prezzi e della spesa per i medicinali, tuttavia la quota di mercato dei farmaci generici rimane relativamente bassa rappresentando il 19% del mercato farmaceutico totale in volume nel 2013 (rispetto a un media OCSE del 48%) e l’11% in valore (meno della metà della media OCSE, pari a 24%). Preoccupano, inoltre, i dati relativi alla diffusione di cattive abitudini tra i giovani. Il tasso di sovrappeso e obesità tra i bambini italiani è tra i più alti al mondo (il 36% dei maschi e il 34% delle femmine nella fascia d'età tra 0 e 9 anni), mentre il consumo di alcolici e tabacco tra i giovani è in aumento. Secondo l'Ocse, questi fattori, in futuro, potrebbero determinare una maggiore richiesta di assistenza sanitaria.