• 7 gennaio 2020

    Oggi poca bellezza ma anche una cooperativa può costruirla

    Dialogo con Giuseppe Lupo, intellettuale, scrittore tra i massimi studiosi di Adriano Olivetti

    Un’immagine dello studioso Giuseppe Lupo, docente di letteratura industriale all’Università Cattolica di Milano.

    “La bellezza è nelle idee”. Sembra semplice, quasi disarmante, la via indicata da Giuseppe Lupo, intellettuale amabile, raffinato e profondo, tra i massimi studiosi italiani di Letteratura industriale e di Adriano Olivetti. Così come sembra semplice innamorarsi - essere presi all’amo - delle sue argomentazioni in una mattinata tipicamente meneghina, rigida da far intirizzire mentre il sole dà mostra di sé. Attorno, gli spazi dell’Università Cattolica pullulano di studenti, formiche diligenti e insieme impazzite per la brama di fare, magari - chissà - anche di sapere. La ‘sala professori’, sobriamente arredata da legno e silenzio, ospita l’irriducibile inflessione lucana di Lupo, giacca informale, cravatta appena osé, capelli bigi e un po’ arruffati come si conviene a un docente che rende pubblico il proprio numero di cellulare personale.

     

    In quale modello di società stiamo vivendo?

    Questa è una società che punta decisamente sulla comunicazione, cioè sul comunicarsi, sul comunicare ogni tipo di attività, si è infranto il filtro pubblico-privato, per cui tutto ciò che un tempo non avremmo mai raccontato adesso diventa una forma di ostentazione. Tale fenomeno è agevolato dai social, strumento di esibizione che, però, ha esasperato un discorso che è insito nell’uomo. Prima esistevano dei freni e c’era anche la capacità di ascoltare, di fidarsi di una voce autorevole, adesso tutti dicono di tutto credendo peraltro di essere competenti. D’altro canto sono venuti a mancare i filtri, quei passaggi, quelle porte da attraversare, che permettevano di far transitare soltanto le opinioni accreditate. A causa di ciò, ora tutti ci fidiamo di nulla e recuperiamo informazioni nelle maniere più svariate. Poi c’è un terzo elemento: per un presunto concetto di democrazia, le opinioni di ciascuno valgono nello stesso modo, assistiamo all’azzeramento delle competenze imposte dalla gerarchia, chi era competente aveva un peso maggiore rispetto a chi non lo era, oggi invece c’è una orizzontalità dell’opinione pubblica, delle convinzioni, che può sembrare democrazia ma in realtà è pericolosissima, poiché annienta il percorso della formazione, della gavetta, della competitività (e, ricordiamolo, diventi competitivo perché sei competente).

     

    Clicca qui per continuare a leggere l’intervista del professor Lupo sul numero 4 di 50MILA VOLTI Magazine