• 17 luglio 2020

    OSA e il Comune di Palermo insieme per l'ascolto del disagio

    Firmato il protocollo d'intesa tra la Cooperativa e l'amministrazione comunale per la realizzazione dello Sportello Multidisciplinare e Multiculturale di Ascolto del Disagio, una rete a sostegno dei cittadini in condizioni di marginalità

    Un momento della presentazione dello Sportello Multidisciplinare e Multiculturale di Ascolto del Disagio

    È stato presentato oggi, nella sede OSA di via Mazzini 59, il protocollo d'intesa siglato tra la Cooperativa e il Comune di Palermo per la realizzazione nel capoluogo siciliano dello Sportello Multidisciplinare e Multiculturale di Ascolto del Disagio, struttura già presente ed attiva nel territorio di Roma.

     

    Sottoscritto questa mattina dall'Assessore alla Cittadinanza Sociale, Dignità dell’Abitare, Edilizia Residenziale Pubblica, Rapporti con IACP, dott. Giuseppe Mattina, insieme all'Amministratore Delegato di OSA, dott. Massimo Proverbio, il protocollo sarà di durata biennale e verrà attivato già a partire dalle prossime settimane. All'evento erano presenti, inoltre, il direttore commerciale di OSA, dott. Mario Sanfilippo, la dott.ssa Amalia Allocca, della Direzione Programmazione della Cooperativa, il professor Giuseppe Anelli, presidente della Fondazione “Sapientia Mundi”, l'Imam della moschea di piazza Gran Cancelliere, Mustafa Boulaalam Abderrahmane, Padre Antonio Porretta, parroco di San Francesco di Paola, e il dott. Giovanni Pagano, Capo Area Sicilia.

     

    Un'iniziativa, quella presentata oggi a Palermo, che nasce direttamente dall'esperienza dello Sportello di Ascolto di Roma, fortemente voluto da Papa Francesco e che ha unito insieme nell'individuazione ed ascolto delle situazioni di marginalità diversi attori sociali, culturali, religiosi e sanitari operanti nel tessuto cittadino della Capitale: dalla Fondazione Sapientia Mundi, che coordina la struttura romana, a OSA passando per l'Istituto per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e l’Alleanza dei Comuni d’Italia. L'obiettivo è quello di istituire anche in Sicilia una rete che coinvolga associazioni di volontariato, onlus e cooperative nel nome della sussidiarietà, dell'impegno e dell'accoglienza. Un continuum concreto con lo Sportello di Roma e con la vocazione della Cooperativa, principale player italiano nell'assistenza primaria da 35 anni, che anche nel capoluogo siciliano sia capace di rispondere efficacemente alle richieste dei cittadini in difficoltà, intercettando le situazioni di disagio, fragilità ed emarginazione, in particolare quelle acuite dall'emergenza COVID-19, promuovendo al tempo stesso l'inclusione e l'integrazione sociale. Un modello, nato a Roma e ora replicato a Palermo, che vuole estendersi sull'intero territorio nazionale.

     

    “Fin da subito”, ha spiegato l'Assessore Giuseppe Mattina prima della ratifica della convenzione, “il Comune ha apprezzato lo spirito sussidiario e concreto dello Sportello, un esempio efficace di connubio tra pubblico e privato, molto ricercato da questa amministrazione. Proprio in quest'ottica, lavoreremo per dare diffusione sul territorio delle attività dello Sportello”.

     

    Da 16 anni OSA in Sicilia è impegnata nell'assistenza e nella ricerca di un rapporto costruttivo tra pubblico e privato, mirato a creare nuovi modelli di intervento in ambito sanitario e sociale”, ha detto il direttore commerciale di OSA, Mario Sanfilippo. “Lo Sportello dà continuità alla storia della nostra Cooperativa su questo territorio. L'ascolto dei bisogni delle persone è fondamentale e richiede la capacità di mettersi nei panni del più debole e di offrire soluzioni concrete a chi si trova in condizioni di marginalità sociale. Una vocazione che è nel DNA di OSA, una Cooperativa fatta di persone che lavorano insieme e non una società di capitali”.

     

    La dottoressa Allocca ha invece raccontato i precedenti professionali da cui nasce lo Sportello, già operativo a Roma con la sede di piazza dei Quiriti, sia quando da direttore sanitario del Policlinico Umberto I, costruì un modello di intervento integrato tra sanitario e sociale capace di rispettare, in piena sicurezza, le differenze culturali e religiose. “Un modello che è la giusta coniugazione tra gli aspetti sociali e sanitari in cui i soggetti coinvolti, OSA per l'ambito sanitario e il Comune di Palermo per quello più prettamente sociale, finalmente ragionano all'unisono”, ha evidenziato. “Lo Sportello di Palermo potrà riproporre qui in Sicilia, grazie al contributo sanitario e tecnologico dell'Istituto Spallanzani che ha aderito all'iniziativa siciliana e grazie anche alla collaborazione con l'Amministrazione comunale, la produttiva esperienza nata a Roma che ha permesso, ad esempio, di far emergere dal profondo tutte le tematiche legate all'isolamento e alla difficoltà di relazione nel periodo di lockdown e gli aspetti più specifici da un punto di vista sanitario”.

     

    Il professor Anelli ha sottolineato “l'importanza imprescindibile dell'ascolto” che prende il via dall'invito di Papa Francesco. “Un tratto forte della tradizione cristiana in cui lo Sportello si inserisce, forte anche dell'esperienza maturata a Roma con la Fondazione Sapientia Mundi e con la partecipazione dell'Istituto Spallanzani, che ha la sua chiave di volta nel rispetto doveroso di culture e differenze. Una strada applicabile anche in Sicilia, dove è possibile costruire una rete solidale che vede incrociarsi OSA, la Fondazione Sapientia Mundi, l’Alleanza dei Comuni d’Italia, lo Spallanzani e l'orientamento del Vaticano. Tutto per un corretto rapporto con i cittadini e la risoluzione stragiudiziale delle controversie dovute al COVID-19”.

     

    Un progetto, quello dello Sportello, accolto con molto interesse ed entusiasmo anche dall'Imam che ha sottolineato come la comunità musulmana stia incontrando difficoltà, acuite dall'emergenza legata al COVID-19. “Ho visto molte famiglie costrette ad una separazione, ad affrontare una lontananza dolorosa”, ha affermato, “lo Sportello di Ascolto del disagio è quindi un'iniziativa importante per dare un aiuto alle persone”.

     

    “Iniziative come questa, ci fanno comprendere l'importanza di uscire dal proprio orticello, di ampliare il discorso su un livello multiculturale e multireligioso. La chiave sta proprio nel verbo 'audire', inteso come capacità di selezionare le voci che ci arrivano all’orecchio, riconoscendo quelle che hanno bisogno di solidarietà, la parola madre - quest’ultima - delle voci di assistenza e cura”, ha dichiarato Padre Porretta, ricordando con affetto Nicola Bonanno, indimenticato responsabile di OSA in Sicilia, scomparso nel gennaio 2019, attraverso il quale ha avuto modo di costruire il proprio legame con la Cooperativa.