• 17 aprile 2020

    OSA I Ragazzi di Panormus, distanti ma uniti per fare squadra

    Canestri appesi in cortile, una chat di gruppo e la speranza di tornare presto a divertirsi in campo

    Il saluto di Nicola Arrisicato, giocatore di basket in carrozzina della squadra palermitana “OSA – I ragazzi di Panormus”

    “Grazie alla pallacanestro le mie giornate in casa sono meno noiose e il tempo trascorre più piacevolmente”. A parlare è Nicola Arrisicato, 13 anni, una volontà di ferro in un corpo minuto ed esile. Costretto fin dalla nascita sulla sedia a rotelle a causa di una malformazione spinale, Nicolino, come lo chiamano un po' tutti, è uno dei cestisti della formazione OSA – I Ragazzi di Panormus, squadra palermitana di basket in carrozzina a cui la Cooperativa offre un sostegno prezioso in tutte le sue attività. Grazie al servizio di Assistenza Domiciliare Integrata di Palermo, i professionisti OSA si prendono cura di lui da parecchi anni. Proprio a partire da questo straordinario rapporto, alimentato da assistenza e cura amorevoli, la Cooperativa ha esaudito il suo sogno di poter partecipare con i suoi coetanei della ASD di Palermo ai campionati nazionali giovanili di basket.

     

    Una bella storia di sport e umanità che in questo periodo così strano e complicato vale sempre la pena di ricordare. Anche adesso che il campionato della FIPIC, la Federazione di Basket in Carrozzina, è stato interrotto ad un passo dai play off.  Nicolino ci racconta il periodo di lontananza forzata dagli amici e dai campi di pallacanestro con il sorriso che traspare dalle sue parole. “Mi mancano gli allenamenti, le partite al PalaMangano, l’atmosfera e le esperienze delle trasferte e, soprattutto, mi pesa non essere vicino fisicamente ai miei compagni e divertirmi con loro. Per me la pallacanestro è la vita e questo sport mi sta aiutando a crescere e a migliorarmi”.

     

    Sia pure in maniera differente dal solito, il basket è sempre presente nella vita quotidiana del giovanissimo cestista di Panormus. “Dopo le lezioni di scuola in videoconferenza ogni pomeriggio riesco sempre a ritagliare almeno un paio d’ore per esercitarmi in giardino, dove ho fatto sistemare un canestro. Con i miei compagni di squadra poi siamo sempre in contatto e ci raccontiamo su WhatsApp come è andata la giornata. Come si dice: distanti ma uniti”.

    Lo staff tecnico, gli atleti, gli infermieri, gli accompagnatori del team sostenuto da OSA fanno squadra insieme. Come Nicolino, anche gli altri compagni di squadra si allenano con assoluta dedizione, ognuno a casa propria, alternando momenti di gioco ed esercizi fisici alle ore di didattica scolastica a distanza.

     

    Organizzare queste giornate chiusi in casa è veramente impegnativo. Mi sento come in una bolla, ma ho l’impressione che le mattinate siano più piene di prima”, spiega Rachele Giglio, giocatrice della formazione siciliana nel giro della Nazionale azzurra. “Ci sono le videolezioni con gli insegnanti, le interrogazioni a distanza e i compiti. Nel pomeriggio ho fatto appendere nel cortile di casa un canestro da mio padre e riesco ad allenarmi. Tiri e assist con mia sorella e un po’ di esercizi fisici per tenermi in forma. Non è molto ma almeno mi rilasso. I giorni per me più difficili sono il sabato e la domenica. Prima dell’epidemia li dedicavo ad incontrare gli amici, oggi posso solo sentirli al telefono”.

    Non si sono dunque persi d’animo i protagonisti di questa esaltante avventura umana e sportiva. Kristian, Rachele, Mattia, Nicolino, Salvo, Gabriele, Matteo, Mario e Andrea sono un tutt’uno con il loro coach Maurizio Gambino.

     

    Ogni giorno ricevo messaggi, foto oppure brevi video sulle loro giornate in casa e sui loro progressi negli allenamenti. Seppure a distanza cerco di dare loro consigli su quali esercizi compiere per non perdere l’elasticità muscolare e migliorare le prestazioni”, afferma coach Gambino. “Anche in una situazione così difficile questi ragazzi straordinari hanno saputo stupirmi con la loro personalità e la loro inesauribile forza di volontà, regalandomi ancora una volta un prezioso insegnamento, dimostrando una positività e un ottimismo, una voglia di fare, una capacità di condividere le proprie esperienze, che aiutano a vincere nella vita prima ancora che nello sport”.