• 8 maggio 2020

    OSA I Ragazzi di Panormus si tingono sempre più di azzurro

    Convocati nella selezione under 19 maschile 5 giocatori della squadra di basket in carrozzina sostenuta dalla Cooperativa

    Nella foto Mattia Vernengo, uno dei neo convocati in azzurro nella selezione Under 19.

    Cinque giocatori di OSA I Ragazzi di Panormus, squadra sostenuta dalla Cooperativa, sono stati inseriti dalla Federazione Italiana di Basket in Carrozzina (FIPIC) nell’elenco degli ‘atleti di interesse nazionale’ scelti dal coach Fabio Castellucci per partecipare agli stages dell’under 19 maschile nel 2020. Mattia Vernengo (classe 2003), Gabriele Di Cristina (classe 2007), Salvo Viterbo (classe 2006) e Nicolino Arrisicato (classe 2006) si aggiungono a  Kristian Gandolfo, già dall’anno scorso nel giro della Nazionale insieme a Rachele Giglio, sempre appartenente al team sostenuto da OSA nella selezione femminile.

    Per Kristian, medaglia d'argento agli Europei finlandesi la scorsa primavera, quest’anno ci sarà anche l’impegno nella categoria superior, quella degli under 23: un’occasione straordinaria in vista dell’appuntamento olimpico di Tokyo 2021.

     

    La notizia arrivata dalla FIPIC ha riempito di entusiasmo Nicolino e tutti gli altri, che con il campionato annullato a causa del Covid-19, proseguono comunque ad allenarsi ognuno a casa propria e a rimanere in contatto con gli altri compagni di squadra.

     

    “I ragazzi e le loro famiglie sono a mille. Si tratta indubbiamente del riconoscimento di un percorso di crescita personale e di integrazione sociale che sta ottenendo un grande successo; una favola che continua a stupirci e, soprattutto, una lezione di vita impartita a noi tutti da parte di chi ha saputo ribaltare la propria condizione di svantaggio attraverso l’impegno e la forza di volontà, trovando grazie allo sport un equilibrio e una propria dimensione nella vita”,  racconta entusiasta Elena Matranga, coordinatrice OSA del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata a Palermo, sempre in prima fila sugli spalti del PalaMangano per sostenere la squadra nelle partite casalinghe.

     

    Una “favola” come suggerisce la coordinatrice OSA, cominciata appena due anni fa quando Nicola Arrisicato, allora tredicenne, scrisse a Giuseppe Milanese, il Presidente della Cooperativa OSA, che fin dai primi anni di vita lo assisteva con le terapie di riabilitazione domiciliare, chiedendo di aiutarlo a realizzare un suo sogno: partecipare al campionato nazionale di basket in carrozzina con gli amici della sua squadra di Palermo. E in questo caso il sogno di Nicolino è coinciso perfettamente con la mission OSA,  cioè quella di prendersi cura delle persone abbinando terapia e inclusione.

     

    In breve tempo OSA ha messo in campo un progetto che ha permesso di iscrivere la squadra allenata da Maurizio Gambino al campionato giovanile italiano, quale unica squadra del sud. Intorno ai Ragazzi di Panormus si è presto consolidato uno staff di professionisti, composto da tecnici, preparatori e infermieri, che, con l'innesto di nuovi giocatori, hanno aiutato Nicola ed i suoi compagni ad affrontare le impegnative trasferte in calendario. I risultati di questo impegno non sono mancati. Lo scorso anno, al loro esordio in un torneo nazionale, I Ragazzi di Panormus hanno raggiunto il secondo posto nella classifica finale, sopravanzando formazioni con tradizione ed esperienza ben maggiori.

     

     “Queste numerose convocazioni sono il segnale che il lavoro compiuto da tutto lo staff sta andando nella giusta direzione.” commenta Maurizio Gambino, il coach che ha seguito ogni passo compiuto dai ragazzi in questa avventura.  “Per questo non smetterò mai di essere grato alla Cooperativa OSA, perché ha permesso a tutto il movimento sportivo e alle energie positive, che gravitano attorno alla nostra associazione, di emergere e di farsi le ossa nel confronto con altre realtà.  Tuttavia ai ragazzi convocati in nazionale ricordo sempre che vestire la maglia azzurra, oltre ad essere un onore perché si rappresenta il proprio Paese, dovrebbe essere considerata soprattutto come un’opportunità e non un traguardo, quindi come un incentivo a migliorarsi. Deve rappresentare per loro uno stimolo a spostare sempre più in alto l’asticella delle proprie aspettative, senza dimenticare che comunque si tratta di una esperienza sportiva, espressione di gioia e di divertimento”.