• 11 dicembre 2019

    Quel sì che illumina la vita

    Teresa e Salvatore, sposi dal 1977. Dopo la malattia il loro matrimonio è diventato un esempio per tutti

    La signora Teresa sfoglia l’album di nozze che la ritrae insieme al suo caro Salvatore davanti all’altare.

     “Con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”. Capisci il vero significato di questa promessa fatta davanti all’Altare nel giorno del matrimonio quando entri nella casa di Teresa e Salvatore. Tutto è in ordine, pulito, splendente come le loro vite ammirate da amici e conoscenti per come si amano. È quasi autunno, ma il sole del Sud riscalda ancora come se fosse agosto. L’appuntamento è nel quartiere di San Severo (Fg) a ridosso delle case popolari coacervo di vite complicate. Terzo piano di un condominio nuovo, signorile e circondato da verde che luccica ai raggi di mezzogiorno. All’arrivo troviamo la porta aperta, ci aspettano e senza esitazione entriamo nella vita di una coppia affiatata anche dopo la manifestazione di una grave malattia. Dalle finestre del soggiorno entra una luce gagliarda che illumina il volto di Teresa, rigato da tante lacrime che hanno innaffiato un coraggio straordinario.

     

    Siedono al tavolo della cucina Claudio Cataneo, operatore socio sanitario, Annalisa Masucci, infermiera, e Nicola De Flandre, guida sicura degli operatori OSA in questa porzione della Puglia. Poco più in là - nella stanza con Salvatore - c’è Sara Nicastro, fisioterapista, all’opera con la ginnastica per sollecitare i muscoli addormentati. “Loro sono la mia nuova famiglia” - inizia a raccontare Teresa – “ogni giorno mi danno una mano per affrontare le problematiche nate dopo la malattia di Salvatore”. Un silenzio devoto cala nella stanza quasi ad esaltare il ritmo lento delle parole di Teresa. Appesi ai muri le foto di una vita di coppia felice che ricordano momenti insieme vissuti con le due figlie Daniela e Laura, fuori per motivi di lavoro. Teresa e Salvatore sono credenti, hanno seguito per un breve periodo della loro vita il percorso scout, impegnati nella parrocchia San Giuseppe Artigiano e circondati da amici.

     

    “Dopo che Salvatore è peggiorato, tanti amici ci hanno abbandonato convinti che lui non li avrebbe più riconosciuti. Io so che così non è. I suoi sorrisi ancora mi danno la carica per affrontare tutti i sacrifici che facciamo”. Salvatore Bubba, 70 anni, è un agronomo ed insegnava estimo per geometri. Ha scoperto di avere l’Alzheimer nel 2001, quando si rese conto di non riuscire a ricordare i passaggi degli esercizi. Le visite a San Giovanni Rotondo, le prime cure fino alla diagnosi finale che fa piombare Teresa in una solitudine estrema.

     

    Continua a leggere la storia di Teresa e Salvatore sul n.3 di 50MILA VOLTI Magazine