• 24 giugno 2020

    Riaprono in piena sicurezza i Centri Diurni di Latina

    Nelle tre strutture comunali gestite da OSA sono riprese le attività dopo i giorni di lockdown

    Assistiti e operatori al Centro Diurno “Salvatore Minenna” di Latina, aperto dopo tre mesi di lockdown

    Dopo oltre tre mesi di chiusura per il lockdown i tre Centri Diurni gestiti da OSA a Latina “Salvatore Minenna”, “Casal delle Palme” e “Le Tamerici” – hanno finalmente riaperto i battenti in totale sicurezza. Completate le attività di sanificazione e riprogettati gli spazi per rispondere a tutte le misure di prevenzione e garantire così la tutela della salute di operatori e ospiti, le tre strutture comunali sono tornate ad animarsi. “In queste ultime settimane si è lavorato duramente per giungere alla riapertura”, racconta Ilaria Tagliavia coordinatrice OSA del Centro Diurno 'Salvatore Minenna'. “Siamo ripartiti con grande voglia di esserci e di stare insieme. E grazie allo spirito di collaborazione degli utenti e delle loro famiglie abbiamo raggiunto questo obiettivo con maggiore facilità di quanto immaginavamo”.

     

    I servizi dei tre Centri Diurni pontini hanno subito una profonda riorganizzazione per garantire la sicurezza di tutti. Anche se ogni singola struttura adatta e diversifica le proprie attività di assistenza secondo le proprie specificità logistiche, la sensibilità e storia degli operatori, le misure di prevenzione e le modalità di erogazione del servizio sono le stesse in ognuno dei tre Centri, definite dai protocolli stilati dall’Unità di Gestione del Rischio di OSA e approvate dalla ASL e dal Comune di Latina. Sono stati ad esempio ridotti gli orari e si è dovuto ricorrere ad una turnazione per consentire l’accesso agli ospiti in maniera protetta. Le attività, fino a quando le condizioni climatiche lo permetteranno, saranno svolte tutte all’aperto. I giardini che circondano i tre Centri sono stati attrezzati con alcuni gazebo per creare aree ombrose e confortevoli. Ogni postazione ospita non più di tre-quattro assistiti e altrettanti operatori, in modo da rispettare il distanziamento, ed è dotata di un proprio kit di attrezzature con giochi da tavolo, matite, colori, carte plastificate, palle, birilli. Tutti materiali che possono essere sanificati con facilità. Sono stati previsti inoltre percorsi di entrata e uscita separati per accedere ai servizi igienici all’interno delle strutture.

     

    “C’è un'attenzione particolare nel fare in modo che gli assistiti siano in grado di provvedere in autonomia alle proprie necessità di igiene, e noi li seguiamo costantemente quando vi si dedicano”, afferma Luisa Iandolo, coordinatrice OSA del Centro 'Casal delle Palme'. “Abbiamo rimodulato le attività di socializzazione adattandole a queste nuove modalità operative. Abbiamo dovuto reinventare il ventaglio delle nostre proposte educative e riabilitative. In particolare, ci stiamo concentrando su quelle attività ludiche e ricreative che possono svolgersi attorno ad un tavolo e compatibilmente con le condizioni climatiche cercheremo di svolgere anche attività fisiche attraverso specifici percorsi psicomotori. Comunque, è stato compiuto un primo passo importante verso la normalità”.

     

    Un servizio che è stato modificato dalle misure di prevenzione è quello relativo al trasporto degli ospiti che non potrà essere più garantito per tutti, ma solo per gravi necessità. In questi casi la Cooperativa mette a disposizione i propri pulmini nel rispetto del distanziamento sociale: solo due utenti per volta con autista, accompagnatore e sanificazione dopo ogni viaggio.

    “Al nostro Centro”, spiega Rosaria Donatiello, coordinatrice OSA de ‘Le Tamerici’, “siamo comunque riusciti a garantire il servizio di trasporto a 12 assistiti su 24 totali da noi presi in carico. La struttura è periferica rispetto all’area urbana di Latina difficile quindi da raggiungere, se non con mezzo privato, inoltre la nostra utenza è composta per la maggior parte da persone adulte avanti con gli anni che non possono contare sul sostegno di una famiglia”.