• 3 novembre 2020

    RSA Bellagio, la nuova manovra preventiva spiegata all’ANSA

    Il direttore della RSA Bellagio, Trivella: “I nostri ospiti significano molto per noi, gli anziani sono un tesoro di cui prenderci cura"

    La RSA Bellagio chiude per mantenere una 'bolla di salute'

    Mentre in altre case di cura di tutta Italia il coronavirus mieteva vittime, la RSA Bellagio era riuscita a passare indenne la prima ondata.

     

    E ora, per proteggere i suoi 138 ospiti, tenta di ripetere l’impresa chiudendosi in una "bolla di salute e di premura": per almeno una settimana 34 operatori, fra sanitari, personale di cucina, lavanderia e servizi, non usciranno dalla struttura della Cooperativa OSA affacciata sul Lago di Como, e nessuno entrerà. 

     

    "Nella prima ondata siamo stati aiutati dal lockdown, quando si tornava a casa c'era meno rischio di contagiarsi. Ma ora la situazione è più fluida, abbiamo capito che potevamo essere noi l'unico problema e abbiamo deciso di chiuderci dentro per salvaguardare i nostri nonni", spiega all'ANSA Vincenzo Trivella, direttore della RSA Bellagio, e chiama così i suoi ospiti "perché questi mesi di emergenza, pur senza cambiarlo, hanno reso il rapporto con loro molto più stretto". 
     

    Per dirla con Trivella, la 'bolla' "è l'immaginifico rovesciamento della realtà: una clausura che restituisce ossigeno anziché toglierlo. Non si tratta di emergenza, e forse nemmeno di paura. Ma di premura, la più amorevole forma di attenzione. I nostri ospiti significano molto per noi: forse più di quanto si possa immaginare mentre nelle colonne della cronaca gli anziani vengono raccontati come vittime sacrificali e predestinate. Per noi - aggiunge - gli anziani sono un tesoro di cui prenderci cura".

     

    A Bellagio, borgo di quasi 4mila abitanti, da marzo ci sono stati 15 morti e ancora si contano una quarantina di contagiati, inclusi i 16 di un'altra RSA, che nei giorni scorsi ha ammesso la presenza di un focolaio. A febbraio, ancor prima dell'esplosione della pandemia in Italia, Trivella aveva imposto ai parenti camici e mascherine, isolando subito e testando gli anziani febbricitanti.

     

    Di lì a poco le visite erano state sospese, attivando il servizio di videochiamate, e il tempismo di queste mosse, il personale ben formato e un po' di fortuna, avevano consentito di tenere a zero i contagi. 

     

    A ottobre la RSA ha di nuovo interrotto le visite attraverso il vetro, ma il Covid questa volta è penetrato. Dopo 6 casi fra gli ospiti del reparto Alzheimer, subito isolati, il direttore ha optato per la nuova manovra preventiva entrata in vigore ieri, a cui 34 operatori hanno aderito volontariamente "con grande semplicità".

     

    Gli altri potranno essere utili in un'eventuale rotazione fra 7-10 giorni. "Dopo un giro di tamponi rapidi, ci siamo chiusi nella residenza, per sbarrare le porte al virus - racconta il direttore della Rsa, che ha annunciato la scelta in una lettera ai parenti degli assistiti firmata anche dal responsabile medico Maria Cebanu -. Tutti i soci lavoratori OSA, me compreso, vivranno per almeno una settimana tra le mura della struttura, scegliendo di non tornare alle proprie famiglie, in modo da provare a realizzare una 'bolla di salute',  il più possibile immune dal contagio".