• 27 marzo 2020

    Tamponi a domicilio, OSA nelle zone rosse di Bergamo e Roma

    La Cooperativa ha stipulato due distinti protocolli d'intesa per erogare il servizio

    Nell'immagine l'equipe di intervento prima della partenza per Nerola (Rm)

    Asse Bergamo-Roma: OSA Operatori Sanitari Associati coglie una duplice opportunità per aiutare gli ammalati di COVID-19 tra la Lombardia e il Lazio e sostenere il Sistema Sanitario Nazionale nel gravoso sforzo di reggere l’urto della pandemia.

    Negli scorsi giorni, la cooperativa romana ha stipulato – quasi in contemporanea – due distinti protocolli d’intesa per erogare il servizio di esecuzione dei tamponi a domicilio.

     

    Nella provincia bergamasca l’iniziativa vede coinvolti, oltre ad OSA, l’Agenzia per la Tutela della Salute del capoluogo, le cooperative dei medici e i medici di medicina generale. In questo difficile contesto, OSA somministrerà tamponi con risposta rapida per formalizzare la positività al virus. Per i cittadini che risulteranno contagiati, ma con sintomatologia non grave ed autosufficienti e per cui sussistano le condizioni di criticità sociale, sarà predisposto il trasferimento nel “Winter Garden Hotel” di Grassobbio, nel quale la cooperativa romana da una decina di giorni assicura già – attraverso un progetto sperimentale - l’assistenza sociosanitaria per una quarantena in sicurezza.

     

    Nella Capitale il progetto è supportato dalla Regione Lazio, dall’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”, dai medici volontari della FIMGG, la federazione che riunisce i medici di famiglia romani, e dal sindacato di medicina ambulatoriale Sumai Assoprof. OSA Operatori Sanitari Associati fornirà i propri operatori e i camper attrezzati e medicalizzati già utilizzati per “Nontiscordardimé”, programma di medicina di prossimità rivolto ad anziani e bambini che non riescono ad accedere ai servizi sociali e sanitari o che vivono in condizioni di estrema marginalità.

     

    Il servizio, dopo una prima uscita ieri, sarà attivo secondo un calendario stabilito fin da lunedì prossimo nella zona rossa di Nerola: “Negli scorsi giorni ho evidenziato alle istituzioni, anche con toni duri, la necessità di sottoporre a tamponi tutti i cittadini o, perlomeno, tutti gli operatori sanitari, perché questo è il solo modo, con una fondatezza epidemiologica, per circoscrivere e confinare il contagio”, spiega Giuseppe Milanese, presidente di OSA e di Confcooperative Sanità. “Ma noi non siamo quelli che gridano dalla tribuna mentre gli altri operano, e perciò abbiamo deciso quasi senza pensarci di buttarci in due delle trincee più calde e pericolose di questa guerra. Perché la cooperazione non può fermarsi e perché OSA ha una storia di solidarietà che rinnoviamo ogni giorno”.