• 28 gennaio 2020

    Un incubo trasformato in speranza

    Con una lettera Anna Maria ringrazia OSA e l’infermiere Antonio che ha salvato la vita al figlio

    Da sinistra Antonino, infermiere ADI OSA Palermo e Gaetano, assistito, protagonisti della storia

    È una bella storia, quella testimoniata dalla signora Anna Maria, madre di Gaetano, assistito del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) OSA di Palermo. Attraverso una lettera di encomio, diretta e toccante, ha voluto ringraziare l’infermiere della Cooperativa Antonio Mineo, per tutti Antonino, che si è preso cura di suo figlio, costretto all’immobilità e per questo vittima di gravissime lesioni da decubito.

     

    Nel dicembre del 2010 mio figlio a seguito di un grave incidente stradale, ha subito la lesione del midollo spinale, con conseguente perdita dell'uso neurologico degli arti inferiori. La lesione purtroppo è stata di estrema gravità”, scrive la signora alla Direzione della Cooperativa OSA di Palermo.

    “Nel maggio del 2018 mio figlio, a causa dell'immobilità, ha visto la comparsa di lesioni da decubito di notevole entità e conseguenti complicazioni. Le cure iniziali con ‘pulizia’ generica e superficiale non hanno prodotto alcun beneficio. Si è pertanto reso necessario il ricovero presso una struttura ospedaliera pubblica. La gravità delle lesioni e del rischio di setticemia, nonostante le mie insistenze e le mie mai sopite speranze di guarigione, hanno portato i medici della struttura ad esprimere una diagnosi ineluttabilmente negativa. Gli stessi medici hanno disposto le dimissioni di mio figlio e mi hanno consigliato di rivolgermi ad una struttura per malati terminali", prosegue il racconto della madre.

     

    L'INCONTRO CON OSA.Tornando a casa mi sono rivolta all'ASL di Bagheria che ha incaricato la Cooperativa OSA a procedere con le cure del caso. Dal canto mio ho chiesto l'assistenza periodica di personale qualificato e affidabile, indicando il dott. Antonio Mineo, infermiere esperto, che avevo avuto modo di conoscere in occasione di assistenza a miei parenti e amici e che aveva dimostrato professionalità e preparazione. Il signor Mineo, nonostante la gravità della patologia, si è subito adoperato per la cura delle piaghe, di una in particolare, ormai del tutto degenerata. Ho seguito giorno per giorno il lavoro di assistenza e ho potuto rilevare personalmente, assieme a mio figlio e ai miei familiari, la grande professionalità, la competenza, l'esperienza, la preparazione, oltre che il senso di profonda umanità e disponibilità di Antonio. Tutte le volte che è stato contattato, anche fuori dell'orario di lavoro, ha sempre risposto, risolvendo i problemi, tanti, che si sono succeduti nel lungo decorso della malattia. Le piaghe, che ormai avevano raggiunto la struttura ossea, hanno cominciato a regredire; l'infezione è stata debellata e, dopo mesi di cure, mio figlio, nonostante abbia ancora piaghe, ha superato la fase critica che i medici della struttura palermitana avevano definito ineluttabile. Dopo il lungo periodo di immobilizzazione nel letto ha potuto riacquistare la gioia di uscire con la sedia a rotelle, avvicinandosi alla fase antecedente l'insorgere della patologia”.

     

    Tale risultato”, conclude la signora Anna Maria, “è stato possibile grazie alla determinazione mia e di mio figlio, ma senza l'apporto di Antonio Mineo probabilmente ogni cura sarebbe stata vana, e ciò che i medici ospedalieri crudamente avevano prospettato sarebbe stato il naturale e tragico epilogo. È stato per noi un incubo che si è trasformato in una nuova speranza e prospettiva di vita. Posso dire con coscienza e assoluta certezza: Antonio Mineo ha salvato la vita di mio figlio”.

     

    L'INFERMIERE ANTONIO E OSA IN SICILIA. Una storia - quella raccontata dalla signora Anna Maria - che inorgoglisce la Cooperativa e tutta l'équipe di Palermo e che conferma lo spirito con il quale i professionisti OSA ogni giorno si impegnano nelle abitazioni di molte famiglie siciliane, bisognose per prestare assistenza e cure efficaci, condividendo con assistiti e caregiver, sofferenze, gioie e speranze.

    Antonino Mineo è un infermiere professionista, laureato all’Università di Palermo, in forza all’ADI dal 2009. Con i suoi 38 anni ha già avuto modo di maturare notevoli e significative esperienze nelle corsie di diverse strutture come l’ospedale Giglio di Cefalù ed il Civico di Palermo. Nel 2006 ha vinto il concorso all'ISMETT - Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad alta specializzazione, e da allora divide le sue giornate tra l’attività domiciliare e il servizio infermieristico nel reparto di terapia intensiva del rinomato struttura di ricerca.

     

    “Quando nel 2018 la ASP di Bagheria, su sollecitazione della signora Anna Maria, mi ha proposto la presa in carico di Gaetano, le sue condizioni risultavano compromesse; soprattutto la piaga, che insisteva nella regione sacrale, era molto estesa e profonda”, racconta l’infermiere di OSA, che prosegue: “Con molta pazienza e anche grazie all’utilizzo di una apparecchiatura V.A.C. in dotazione (tecnica terapeutica innovativa che permette di medicare ulcere e ferite acute, rimuovendo l’essudato in eccesso con una pompa drenante sottovuoto. Ndr) sono riuscito a rimarginare la ferita, e con una terapia farmacologica mirata è stato possibile eliminare completamente l’infezione”.

     

    La Cooperativa OSA, impegnata nel servizio ADI di Palermo dal 2016, si prende cura di circa 7.200 assistiti e con 312 operatori specializzati ha effettuato nel 2018 quasi 3.500 interventi a domicilio. (Dati Bilancio Sociale OSA – 2018).