• 6 agosto 2020

    Un patto sulla fiducia per ritornare a casa in sicurezza

    Si chiama “Accordo di reciproca responsabilità”: OSA attraverso l’Unità di Gestione del Rischio lo propone ai familiari degli ospiti delle residenze pugliesi per un rientro nelle proprie abitazioni nel rispetto delle norme

    Le RSSA Casa Melissa e Villa Bianca, gestite da OSA a Mesagne (Brindisi)

    Si chiama “Accordo di reciproca responsabilità” ed è il patto fondato sulla fiducia che OSA – attraverso la propria Unità di Gestione del Rischio (UGR) – propone ai familiari degli ospiti delle residenze pugliesi Casa Melissa, Villa Bianca e Pinto Cerasino, gestite dalla Cooperativa rispettivamente a Mesagne e Ostuni. Di fatto, la maniera più lineare, sicura e rispettosa della normativa vigente per consentire il rientro in famiglia degli assistiti dopo 5 difficili mesi di embargo sanitario.


    L’accordo, originato dal “Piano di prevenzione e intervento emergenza Covid-19 RSA OSA-Regione Puglia” nel pieno rispetto delle normative nazionali e regionali aggiornate, prevede che il responsabile della struttura residenziale e il familiare o l’amministratore di sostegno dell’ospite stipulino un vero e proprio contratto. Un patto in cui il primo, dichiarando di aver adottato ogni strumento organizzativo ed igienico-sanitario per contenere la diffusione del virus, si impegna a consumare scrupolosamente le procedure previste dalla legge per l’ingresso nelle strutture residenziali e di attenersi con altrettanto rigore, nel caso di un eventuale contagio, alle disposizioni dell’autorità sanitaria locale. Per quanto riguarda i familiari o l'amministratore di sostegno dell'ospite, l'accordo prevede di mettere nero su bianco, attraverso una scheda di valutazione ed appositi questionari, tra gli altri aspetti, che nessuno risulti contagiato all'interno del proprio nucleo familiare. Nella documentazione è previsto inoltre che ciascun membro della famiglia si automonitorerà anche con l’aiuto del medico di medicina generale, che al primo sintomo sospetto seguirà le procedure idonee e che fuori dalla struttura il parente sarà gestito con la massima precauzione.

     

    Si rivela ancora una volta fondamentale quindi il lavoro portato avanti dall'Unità di Gestione del Rischio di OSA, che fin dai primi giorni di febbraio ha attivato prontamente i protocolli di sicurezza per tutelare la salute di tutti i soci lavoratori e degli assistiti, nelle strutture così come a domicilio. Il gruppo coordinato dal Risk Manager e direttore sanitario ADI, Daniele Palumbo e dal direttore sanitario di OSA, Francesco Giuffrida di cui fanno parte le dottoresse Caterina Bianchi, Serena Carovillano, Monica Sanna, Maria Assunta Antonica Campa, ha mantenuto alti durante il periodo emergenziale i livelli di guardia, assicurando anche un aggiornamento costante di tutto il personale OSA, in stretta collaborazione con l'Ufficio Formazione della Cooperativa, informando e formando gli operatori ad esempio sull'uso corretto dei DPI e sulle norme di prevenzione da seguire.

     

    Ora l’obiettivo dell’UGR è quello di rimodulare e allentare per quanto possibile le misure di restrizione degli ospiti delle residenze, persone anziane o con disabilità costrette dalla situazione emergenziale ad interagire con i propri cari dapprima attraverso l’ausilio della tecnologia, cioè con le videochiamate da smartphone o tablet, poi distanziati da vetrate, con evidenti limiti non soltanto per le comprensibili necessità umane, ma anche per gli aspetti curativi che le relazioni affettive producono.

     

    Pertanto, per conseguire un obiettivo tanto prezioso e tutelare la salute e dunque la vita stessa degli ospiti, sarà necessario l’impegno supplementare di tutti i soggetti responsabili chiamati in causa dall’accordo.