• 27 aprile 2020

    Una preghiera per allargare i cuori

    Al Winter Garden Hotel di Grassobbio gestito da OSA, la visita di monsignor Beschi, vescovo di Bergamo

    Nella foto: il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi (a sinistra), Vincenzo Trivella, direttore OSA Lombardia (al centro) e Massimo Cincera (di spalle), responsabile del progetto Abitare la cura

    Una visita inattesa e lieta ha rallegrato, domenica 26 aprile, i cuori degli ospiti e degli operatori del Winter Garden Hotel di Grassobio, primo esempio del progetto «Abitare la Cura», gestito da OSA in provincia di Bergamo.

    Il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha raggiunto nel pomeriggio la struttura alberghiera gestita da OSA e riconvertita a residenza protetta, dove oggi trovano assistenza oltre cento pazienti guariti dal Covid-19, ma non ancora ‘negativizzati’ che hanno bisogno di terminare la quarantena in un luogo sicuro dopo essere stati dimessi dagli ospedali della Bergamasca.

    Accompagnato dai sacerdoti Cristiano Re, direttore dell'Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro della diocesi, e Roberto Trussardi, direttore della Caritas diocesana, monsignor Beschi ha voluto porgere un messaggio di conforto e di fede dopo i giorni drammatici della malattia.

    Infermieri, operatori sanitari e pazienti, con i rappresentanti delle diverse realtà che rendono possibile questo percorso di assistenza e solidarietà, si sono stretti ‘metaforicamente’ attorno al Pastore della loro diocesi: gli assistiti più a rischio, affaciandosi dalle finestre delle stanze e dai balconi, gli operatori mantenendo le distanze di sicurezza nel cortile adiacente l’albergo.

     

    “Sono commosso nel vedervi. E nel vedervi penso a ciò che avete vissuto in queste settimane e a ciò che hanno provato i vostri cari” – le prime accorate parole pronunciate - . “Sono venuto semplicemente per una preghiera: la preghiera alimenta la forza interiore ed è capace di dare vigore ai nostri pensieri, ai nostri sentimenti, anche alla salute. È una preghiera che ci unisce anche tra sconosciuti e unisce tutte le persone che avete nel cuore e non sono qui. Il cuore si allarga a tutti quelli che vi sono stati d'aiuto in queste settimane, nei momenti più duri e acuti”.

    Monsignor Beschi si è soffermato sul significato di questa esperienza di dolore e sul valore della solidarietà e dell’amore: “Il contagio ci ha travolto; anche se in parte sembra placarsi nei numeri, continua a mantenere la presenza in mezzo a noi. Il Signore è qui, in questo luogo, attraverso l'opera degli uomini e mi auguro possa presto restituirvi alle vostre famiglie, senza dimenticare le persone care che sono morte: nel vostro percorso di malattia e cura, avete udito parole che vi hanno fatto resuscitare, quelle dei medici e degli infermieri. Abbiamo bisogno di salute, però solo la salute non ci basta: abbiamo bisogno anche di serenità e di qualcuno che ci voglia bene”.

     

    Ad accogliere Monsignor Beschi a Grassobbio anche il direttore di OSA Lombardia, Vincenzo Trivella.

    “La presenza straordinaria qui in albergo, tra i malati, da parte di monsignor Beschi è un dono inaspettato che ci riempie di gioia e costituisce un ricoscimento concreto per tutti noi medici, infermieri, operatori sanitari e sociali coinvolti in questo straordinario progetto di cura e di solidarietà”, commenta il direttore. “Le sue parole di speranza certamente ci aiuteranno a proseguire con maggiore forza il nostro impegno per assicurare con professionalità e umanità il rientro a casa a tutte di queste persone così provate dall’epidemia in questa area del Paese”.