I giudici tutelano i diritti essenziali e la libera scelta dei cittadini vince sull'apparato burocratico. Continua la battaglia messa in campo dalla Cooperativa OSA per il pieno riconoscimento del diritto di ogni anziano non autosufficiente di scegliere liberamente la residenza socio-sanitaria assistita presso la quale essere ospitato. Dopo la storica sentenza del Tar di Lecce, con cui si dava ragione alla richiesta di un'ospite della RSSA Villa Bianca di scegliere il luogo dove ricoverarsi, lo studio dell'avvocato Filomeno Montesardi ha depositato nei giorni scorsi oltre trenta decreti ingiuntivi in cui viene intimato alla Asl di Brindisi di pagare le spese previste per i Livelli essenziali di assistenza. Decreti ingiuntivi che sono stati accolti dal Giudice della sezione Fallimentare del Tribunale di Brindisi dottor Francesco Giliberti.

 

“Vogliamo fortemente che il principio della libera scelta contenuta nei 'Lea' (Livelli essenziali di assistenza) venga attuato per tutti i cittadini della Regione Puglia”, dichiara all'Agenzia di Stampa Dire il presidente della Cooperativa OSA, Giuseppe Milanese, che chiede “un sistema in cui i cittadini, che sono i reali portatori dei diritti, possano scegliere liberamente fra erogatori che competono per qualità ed efficienza”. Gli ostacoli di natura economica-finanziaria per l'obiettiva carenza di risorse stanziabili, sottolinea ancora Milanese “non possono comportare la violazione del diritto di scelta. Le sentenze sanciscono che è diritto di ognuno ricevere l'integrazione della retta relativa alla degenza presso una struttura sociosanitaria assistita scelta liberamente. Le Aziende sanitarie locali non possono più imporre in quali strutture ricoverare gli anziani non autosufficienti”. Adesso, conclude il presidente di OSA, “è il paziente ad individuare la struttura presso la quale vuole essere ospitato e le Asl potranno tutelare questa scelta con il compito di controllare il possesso dei requisiti e la qualità dell'assistenza”. (fonte dire.it)

 

LA SENTENZA DEL TAR DI LECCE Con la sentenza n. 1573 del 13 maggio 2015, il Tar Puglia aveva annullato un provvedimento della ASL di Brindisi che limitava l’assegnazione dei pazienti alle sole residenze sanitarie assistite coperte da accordo contrattuale. La sentenza ha esteso di fatto la possibilità, nella logica del diritto costituzionale alla salute e della libertà di scelta del paziente, di scegliere anche tra le strutture non contrattualizzate soprattutto se, come nel caso in oggetto, le RSSA convenzionate non hanno disponibilità di posto, negando di fatto l’accesso a prestazioni che rientrano nei LEA. Tutto è nato dal ricorso contro la ASL di Brindisi presentato da un'ospite della residenza socio-sanitaria “Villa Bianca” che, supportata legalmente dalla RSSA e dalla Cooperativa OSA, è riuscita a farsi riconoscere “il diritto della ricorrente di ricevere l’integrazione alla degenza presso la struttura RSSA Villa Bianca non convenzionata” precedentemente negatagli dall'azienda sanitaria.

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