Nel primo trimestre del 2016 le cooperative ispezionate dal Ministero del Lavoro sono state 934, di queste ben 470 sono risultate irregolari. La maggior parte delle irregolarità hanno riguardato la sfera dell'inquadramento e della ritribuzione dei soci lavoratori. Rispetto all'anno precedente, i dati della vigilanza registrano dunque un incremento sia “qualitativo” sia “quantitativo”, legato cioè ad una più efficace scelta degli obiettivi da sottoporre ad ispezione. Nel dettaglio, sotto il profilo quantitativo, nel 2015 si registrano su media trimestrale 905 cooperative ispezionate, mentre nei primi tre mesi del 2016 sono 934. Sotto il profilo qualitativo, del totale delle cooperative sottoposte ad ispezione,470 sono risultate irregolari, facendo emergere 3.768 lavoratori irregolari (nel 2015 sono stati 3.580), di cui 399 “in nero” (294 nel 2015). Aumentano anche le diffide accertative, cioè i provvedimenti finalizzati al recupero immediato della retribuzione di lavoratori sottopagati: nei primi tre mesi del 2016 si registrano 1.160 provvedimenti a fronte di 695 nel 2015.

 

I dati trimestrali sull’attività di vigilanza sul settore cooperativistico confermano quindi l'impegno del Ministero del Lavoro per contrastare in maniera efficace le cosiddette false cooperative, cioè quelle realtà pseudo-imprenditoriali che, invece di perseguire scopi mutualistici, raggirano i diritti dei lavoratori e le regole della sana concorrenza al solo fine di massimizzare il profitto.

 

Alla stesura delle stime del dicastero, ha contribuito il lavoro svolto dagli Osservatori sulla Cooperazione che prevedono il coinvolgimento oltre che dei Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, anche dei rappresentanti di AGCI, Confcooperative, Legacoop, CGIL, CISL e UIL.

Proprio al contrasto delle false cooperative, l'Alleanza delle Cooperative Italiane ha dedicato una campagna di raccolta firme che ha portato alla presentazione di una proposta di legge d'iniziativa popolare sostenuta da oltre 100mila sottoscrizioni.

 

Anche la Cooperativa OSA ha dato il suo contributo nel corso dell'Assemblea del luglio 2015, quando, alla presenza di un notaio, numerosi soci hanno firmato i moduli di adesione alla campagna. La proposta di legge è divenuta ora un disegno di legge ed è stata presentata lo scorso 9 febbraio nella sala Caduti di Nassirya al Senato.

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