Il Consiglio dei Ministri, nella riunione di venerdì 15 aprile, ha dato il via libera al nuovo Codice Appalti che oggi sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. “Il Codice, che conferma l’impianto del testo preliminare del 3 marzo scorso e la formulazione in base alla legge delega del 28 gennaio 2016, n. 11, approvata dalle Camere il 14 gennaio 2016, contiene recepimenti dei pareri del Consiglio di Stato, delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza Unificata”, si legge nel comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi. “Trattandosi di norma ordinamentale, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Prevede una disciplina transitoria, nel passaggio dal vecchio al nuovo Codice, per dare certezza di riferimento alle stazioni appaltanti e ai soggetti coinvolti. Il Governo recepisce quindi in un unico decreto, passando dagli oltre 2.000 articoli del vecchio codice agli attuali poco superiori ai 200, le direttive appalti pubblici e concessioni e riordina la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e contratti di concessione, esercitando così la delega e recependo le direttive europee nei tempi previsti al passo con gli altri paesi europei”.

 

LE NOVITÀ – Tra le novità introdotte, l'istituzione di una cabina di regia quale organo di coordinamento e monitoraggio, e il rafforzamento dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione “nel quadro delle sue funzioni di vigilanza, di promozione e sostegno delle migliori pratiche e di facilitazione allo scambio di informazioni tra stazioni appaltanti. L’ANAC è chiamata ad adottare atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, fornendo costante supporto nell’interpretazione e nell’applicazione del Codice”. Una delle novità più importanti è quella che riguarda l'offerta economicamente più vantaggiosa che subentra al “minimo ribasso” per tutte le gare di importo superiore ai 500mila euro. Nelle offerte si dovrà sempre coniugare qualità e prezzo. Grandi novità anche per quanto riguarda subappalti e piccole opere. la possibilità di subappaltare è limitata al 30% dei lavori ed il subappalto dovrà essere già previsto dal bando di gara; il nuovo testo prevede però anche il pagamento diretto dei subappaltatori che dà un boccata d'ossigeno alle piccole imprese. Nelle gare per lavori tra 40 mila e 150 mila euro dovranno essere consultati almeno cinque operatori e procedura ristretta o aperta, ma con la consultazione di almeno dieci operatori per gli importi tra 150 mila e 1 milione di euro.

 

IL CONVEGNO DI CONFCOOPERATIVE Alla riforma del nuovo codice degli appalti, Confcooperative aveva dedicato un incontro organizzato nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 31 marzo. Al dibattito aveva partecipato anche il presidente di OSA e di FederazioneSanità, Giuseppe Milanese, che nel suo intervento aveva sottolineato come “nella sanità occorra slegare la gara d'appalto dall'assistenza perché vanno tutelate le persone. I servizi devono essere garantiti da criteri di autorizzazione e di accreditamento. Un cittadino assistito in casa o nelle residenze non può veder cambiare il suo assistente in base a una gara d'appalto. Quindi c'è bisogno di regole europee, negli altri paesi sono già in vigore, che prevedono una serie di erogatori che vengono autorizzati e accreditati e che competono per qualità nei confronti dei cittadini”. 

 

Scarica e leggi il testo del nuovo Codice degli Appalti

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