“Intrecciare il cambiamento – Impegni Azioni Scenari” è la due giorni organizzata dalla Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative a 10 anni dalla sua costituzione dal 4 al 5 novembre a Roma.

Tra i dati più significativi – si legge sul sito di Confcooperative – è emerso che la cooperativa è tra le forme societarie che registra il maggior numero di donne nelle posizioni apicali: il 23% contro il 16% delle società di capitali e delle società di persone.

La percentuale sale al 26% se si considerano, oltre alle posizioni apicali (amministratore unico e presidente), i ruoli ricoperti negli organi di gestione e controllo delle cooperative. Un trend in continua crescita che è stato favorito dalla congiuntura negativa. Negli anni della crisi le cooperative a guida rosa, infatti, sono cresciute del 5%.

Tra le imprese aderenti a Confcooperative la partecipazione delle donne è ancora maggiore arrivando al 24% per le posizioni apicali ed è in linea con il resto del mondo cooperativo per la presenza negli organi di controllo e gestione delle imprese (26%).

Confcooperative rivela che, oltre ai vertici, il numero di donne è in crescita anche tra i soci e gli occupati. Dal 2005 al 2014 i soci in rosa sono passati dal 37 al 41%, ancora più significativa la presenza tra gli occupati dove, nello stesso periodo, le donne sono passate dal 57 al 61%. Tra i soci questa volta a prevalere sono le regioni del Nord dove a fine 2014 se ne contavano 44 ogni 100 (nel 2005 erano 39). L’incremento maggiore si è registrato nel Centro dove le donne sono passate dal 35 al 44% della base sociale. Lieve regressione al Sud che invece vede ridurre la quota rosa di un punto percentuale dal 30 al 29%.

Tra i settori con una maggioranza rosa tra i soci ci sono il sociale con oltre il 65%, +5% dal 2005; il consumo con il 55% (+9% dal 2005) e la sanità con il 46%.

Con una quota che sfiora il 62% le donne rappresentano di gran lunga la maggioranza degli occupati tra gli occupati delle cooperative del Nord, dal 2005 al 2014 la crescita è stata del 3%. Di poco inferiore è stato invece l'incremento nelle cooperative del Centro: erano il 58% nel 2005 a fine 2014 sono salite al 60%. Consistente balzo in avanti invece tra gli occupati nel Mezzogiorno, dove la quota rosa è passata dal 45 al 55%. Al pari della base sociale anche tra gli occupati la cooperazione sociale è il settore dove si registra la quota più elevata di donne: poco meno di due terzi (72,5%) dell’intera forza lavoro. Seguono la cooperazione sanitaria e quella di produzione lavoro  con il 52%.

Per la Cooperativa OSA le distanze tra uomini e donne sono ancora più nette. Al 31 dicembre 2014 il totale dei lavoratori di OSA è di 2.741 unità. Ben il 65,8% è donna contro il 34,2% degli uomini (rispettivamente 1.804 vs 937).

Le quote rosa sono anche le più numerose tra i soci lavoratori: 1.684 donne contro 876 uomini. La maggiore presenza femminile risulta anche tra i non soci dove, su un totale di 181 persone, le donne sono 120.

Di conseguenza anche il personale impiegato per le singole divisioni ha una compagine femminile maggiore per l’Assistenza Domiciliare Integrata, l’Outsorcing, le Gestioni Integrate, il Sociale, l’Assistenza Sanitaria Riabilitativa e i Servizi verso Privati. Unica eccezione, se così si può definire, è data dalla voce Struttura dove gli uomini impiegati sono 16 in più rispetto alle donne: ovvero 58 vs 42.
 

Per maggiori informazioni è possibile consultare il Bilancio sociale 2014 di OSA e leggere i dati presentati dalla Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative.

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